Dietro la Notizia
  • Investimenti, è il momento di giocare in difesa

    Prima l’introduzione dell’Imu che ha tagliato sensibilmente i rendimenti dell’immobiliare, poi l’introduzione della Tobin Tax sugli investimenti finanziari, quindi la crisi di Cipro, che fa sentire più precari anche i depositi sui conti correnti. Proprio quando la grande crisi internazionale sembrava superata, sul mondo dei risparmi sono ripiombate le ombre. Proviamo a capire i rischi che corrono i nostri investimenti e come è possibile difendersi, ricordando che, per salvarsi dall’accetta del Fisco, non è sufficiente lasciare i propri risparmi sul conto corrente, considerato che sono soggetti al bollo di 34,20 euro e alla perdita di valore dovuta all’inflazione (che viaggia ancora sopra il 2%).

    Il mattone rende sempre meno
    L’immobiliare rappresenta la principale forma di investimento delle famiglie italiane (assorbe il 55% del totale, contro il 45% delle attività finanziarie), frutto di un sentire comune secondo il quale “il mattone non perde mai valore”. La crisi recente ha dimostrato

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  • Cile, la valuta che non trascura il caro-vita

    Uno dei problemi principali che riguarda le valute è l’erosione da parte dell’inflazione. Per fare un esempio, 100 euro un anno fa valevano più di oggi perché nel frattempo i prezzi sono cresciuti mediamente del 3%. Dunque, con la stessa quantità di moneta oggi si compra meno di dodici mesi fa. In Cile hanno provato ad aggirare l’ostacolo inventandosi la Unidad de Fomento (UF), oggetto di molti studi nel corso degli anni, anche se in realtà ha avuto scarso seguito in altri Paesi. Proviamo a capire perché.

    Un indice, non una moneta
    Tecnicamente la UF è una unità di conto, un indice, non una vera moneta, considerato che non è oggetto di scambio. Così, anche se la Unidad de Fomento ha corso legale (le sue quotazioni oscillano di giorno un giorno), il corrispettivo viene corrisposto in pesos, la valuta ufficiale del Cile.

    Creata nel 1967, in epoca di iper-inflazione, è risultata da subito utile come riferimento per i prestiti ipotecari, in modo da adeguarli alla crescita dei prezzi. In

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  • Nuova emissione dei BTp Italia in arrivo. Cosa sapere per scegliere

    L’ultima emissione dello scorso ottobre si è rivelata un grande successo, con sottoscrizioni per 18 miliardi di euro, nonostante ci fossero appena quattro giorni a disposizione per aderire all’offerta. Ecco perché, la notizia di una nuova tranche in arrivo sul mercato – tra fine marzo e aprile – ha creato subito grande interesse. Proviamo a capire quali sono i pregi e i difetti di questo strumento e in quale contesto di mercato cadono per avere un’idea più precisa sull’eventuale convenienza dello strumento.

    Il legame con l’inflazione

    La particolarità di questo strumento rispetto ai tradizionali BTp è data dal suo collegamento con l’inflazione (ad esempio l’ultima emissione, con scadenza ottobre 2016, garantisce il 2% annuo più il carovita). Pertanto, investendo in questo strumento, ci si protegge da un eventuale rialzo dei prezzi: al momento la maggior parte degli analisti non vede possibili fiammate a breve, ma in una prospettiva di quattro anni non è possibile fare stime più precise.

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  • Spread in rialzo: è il momento di tornare sui BTp?

    L’obbligazionario è stata l’asset class vincente del 2012. A dispetto delle previsioni e di quanto si è visto fino a luglio, l’ultima parte dell’anno ha visto un’accelerazione senza soste del settore, che ha beneficiato del restringimento dello spread tra BTp decennale e Bund con la stessa durata. Così, per l’anno in corso pochi analisti prevedevano grandi spazi di crescita per il settore, anche se lo scenario è mutato profondamente con l’esito delle elezioni italiane, che ha spinto in alto lo spread e ora sta portando diversi addetti ai lavori a interrogarsi: è il momento di tornare sui titoli di Stato a lungo termine dei Paesi periferici, considerato ad esempio che il BTp decennale rende quasi il 5%, più del doppio rispetto all’inflazione?

    Balzo di 50 punti

    Come si è già accennato, lo scenario è mutato profondamente alla luce delle elezioni italiane, che non hanno restituito una maggioranza chiara nei due rami del Parlamento. I mercati avevano scommesso sull’ipotesi opposta (da qui i

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  • Al via la Tobin tax

    Più volte annunciata e riposta nel cassetto, quindi approvata, rimodulata e posticipata nell’applicazione. Dopo tanto tribolare la Tobin tax, introdotta per rimpolpare le esangui casse pubbliche, è divenuta realtà. Una guida alle sue principali caratteristiche può aiutare a districarsi al meglio ed evitare possibili trappole.

    L’ambito di applicazione

    L’imposta viene applicata a tutti gli acquisti di azioni e strumenti partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato italiano. A quest’ultimo proposito non conta il Paese dal quale parte l’ordine o il mercato in cui la società è quotata, ma solo che si tratti di società italiane. In più è fissato un requisito di capitalizzazione (dato dal prodotto tra numero di azioni e valore della singola quota): 500 milioni di euro al 30 novembre scorso. Saranno quindi soggetti al prelievo le operazioni sui titoli più scambiati come Enel, Eni, Fiat, Generali, Intesa SanPaolo e Unicredit.

    Le aliquote sulle azioni

    L’acquisto azionario

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