Quotazioni dell'euro in rialzo rispetto alle altre valute e un diffuso ottimismo tra le cancellerie del Vecchio Continente. L'esito delle elezioni in Grecia — si va verso un Parlamento composto dai partiti europeisti — ha tirato su il morale degli addetti ai lavori. Eppure, sottolineano alcuni analisti, i pericoli sono tutt'altro che scampati, come dimostra la reazione incerta dei mercati finanziari. Proviamo a vedere cosa ci aspetta nei prossimi giorni e quali sono le possibili conseguenze.
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Ipotesi accordo con la troika
I risultati delle elezioni "riducono in modo significativo i pericoli di uno stallo poco amichevole tra la Troika (Bce-Ue-Fmi) e il nuovo governo ellenico". Adrian Foster, economista di Rabobank, vede il bicchiere mezzo pieno (e molti concordano). Pur riconoscendo che "la strada sarà piena di ostacoli" e che "ci vorranno ancora parecchie settimane" per risolvere i nodi con la Grecia, l'esperto propende per una visione ottimistica.
Ma i problemi restano irrisolti
Come si spiega allora la reazione nervosa delle Borse europee? L'apertura in positivo ha lasciato spazio ad alti e bassi nelle ore successive, smentendo le previsioni della vigilia. Evidentemente, gli investitori guardano in primo luogo agli indicatori economici: il Paese è in recessione da cinque anni, le sofferenze sui crediti superano ormai il 16% e gli sforzi richiesti dalla troika aggraveranno la situazione. I problemi di fondo, dunque, restano irrisolti e questo apre le porte a un altro periodo di incertezza, con alti e bassi sulle Borse e sui mercati finanziari.
C'è chi crede a una Grecia fuori dall'euro
Per quanto in calo, anche l'ipotesi di un'uscita della Grecia dall'euro resta in campo. Per Citigroup le possibilità che questo accada oscillano tra il 50 e il 75% nei prossimi 18 mesi. Anche perché il nuovo Governo ellenico, per vedersi rinnovati i prestiti europei, è chiamato ad assumere nuove misure drastiche nelle prossime settimane: si va da privatizzazioni per 50 miliardi di euro al licenziamento di 150mila dipendenti statali. Iniziative che metteranno a serio rischio la tenuta della maggioranza parlamentare.


