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Fondi: cosa scegliere tra gestione attiva e passiva

Accettare commissioni più elevate con l'obiettivo di ottenere un extra rendimento oppure accontentarsi di replicare l'indice preso come riferimento, risparmiando così sulla retribuzione al gestore? E' il dilemma con il quale si trovano a fare i conti coloro che decidono di investire in fondi comuni i propri risparmi: infatti, oltre alla asset class di riferimento e all'area geografica, occorre fare i conti con l'alternativa tra gestione attiva e passiva. Con ricadute che possono essere rilevanti sulla performance finale.

Il ruolo del banchmark
Il benchmark è stato imposto dalla Consob a partire dal 1998. Si tratta di un parametro oggettivo che aiuta a orientare i risparmiatori a comprendere la performance di un prodotto rispetto all'indice preso come riferimento. Per poi paragonarla con il rendimento di altri prodotti.

Gestione all'attacco
I fondi a gestione attiva hanno l'obiettivo di battere il benchmark, confidando sull'abilità del gestore professionale rispetto a un investitore tradizionale. Questo consente al gestore di allontanarsi dalla composizione del benchmark sia sul fronte geografico, che dell'asset allocation e nella scelta dei singoli titoli da inserire in portafoglio.

Primo non prenderle
All'opposto, il gestore di un  fondo passivo tende a modellare il portafoglio sulla struttura dell'indice preso come riferimento, minimizzandone quindi le differenze di composizione, con l'obiettivo di replicarne la performance. Un tipico caso di fondo indice è l'Etf, che rispetto ai tradizionali fondi comuni è quotato in Borsa, per cui può essere acquistato o venduto in tempo reale.

L'equilibrio tra costi e rendimenti

Considerato il minore carico di lavoro per il gestore e i costi inferiori per la compravendita dei titoli, i fondi a gestione passiva (compresi gli Etf) prevedono costi commissionali inferiori. E' giustificata la scelta opposta dei gestori attivi? L'esperienza dice che solo un fondo su tre riesce a battere il benchmark, il che significa che occorre scegliere con attenzione il prodotto giusto, ma è fondamentale anche avere un pizzico di fortuna: di solito i migliori fondi di un anno non tendono a replicare la performance nell'anno successivo. Questo non significa necessariamente che la soluzione passiva è la più indicata per un risparmiatore che guarda alla rivalutazione del capitale nel medio-lungo periodo. Infatti, i portafogli ben diversificati tendono spesso a presentare entrambe le soluzioni.



Dietro la notizia è il blog di Yahoo! Finanza che racconta quello che c'è dietro le notizie, a volte nascoste nelle pieghe dei media. Uno sguardo critico sulle ultime novità in tema di risparmio, investimenti, economia delle imprese e fiscalità.

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