La prima apparizione del taglio da 5.000 lire si registrò nel 1948.
Il testo di legge che regolava gli istituti di emissione dell'aprile
1910 limitava la possibilità di emettere banconote fino alle mille lire.
Però, con un decreto ministeriale del 1945, la Banca d'Italia fu
autorizzata all'emissione provvisoria di titoli al portatore
che permettessero di far fronte alle esigenze. La banca centrale emise
quindi dei "titoli provvisori" da
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allarga La prima apparizione del taglio da 5.000 lire si registrò nel 1948.
Il testo di legge che regolava gli istituti di emissione dell'aprile
1910 limitava la possibilità di emettere banconote fino alle mille lire.
Però, con un decreto ministeriale del 1945, la Banca d'Italia fu
autorizzata all'emissione provvisoria di titoli al portatore
che permettessero di far fronte alle esigenze. La banca centrale emise
quindi dei "titoli provvisori" da 5.000 e 10.000 lire che erano
equivalenti ai biglietti a corso legale. Soltanto con una legge del 1948
fu autorizzata l'emissione di banconote di questi tagli.
Il primo biglietto da 5.000 lire comparve nel 1948 e fu emesso fino al 1963. Sul dritto era proposto il tema delle Repubbliche Marinare, mentre sul verso si trovava l'effigie della personificazione dell'Italia con la testa cinta d'alloro.
Dal 1964 al 1979, furono prodotte due varianti raffiguranti
Cristoforo Colombo. Negli anni che intercorsero tra 1979 e 1983
circolarono versioni basate sull'opera d'arte "Il Ritratto d'uomo" di
Antonello da Messina. Tra il 1985 e il 1996 furono emesse banconote da
5.000 lire basate sulla figura di Vincenzo Bellini. Sul dritto c'era un ritratto del compositore e, alle sue spalle, l'immagine del Teatro Massimo Bellini di Catania.
Nella zona immediatamente sottostante era riportato, in filigrana a
linea chiara, il monogramma "BI" compreso tra motivi ornamentali; a
destra erano riprodotti, con effetto chiaroscuro, elementi geometrici
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