A pensar male si commette peccato, ma…

trendonline
- mercoledì, 25 novembre 2009 - 0:05 CET

S'è scritto giusto ieri:

“Quando, nel rimbalzare su un supporto (nell'occasione si trattava d'area 22400p o “Linea del Piave”, N.d.R.), non ci sono obiettivi “plausibili” da raggiungere al rialzo, il mercato può permettersi anche di salir molto, in breve tempo, proprio perché non c'è alcuna resistenza (area di vendita) a poterne frenar la corsa. Nel caso, perciò, il rimbalzo s'esaurisce quando… s'esaurisce: quando, cioè, chi ha scelto di cavalcarlo trova un buon motivo (tutto “suo”) per chiudere le posizioni assunte. Normalmente, però, tutto ciò avviene sempre un po' prima di raggiungere l'obiettivo indicato (seppur non plausibile). Detto altrimenti: supporre che l'obiettivo a 23650 punti possa esser raggiunto entro la settimana in corso non è per nulla credibile, supporre però che a quello ci si possa avvicinare non solo è credibile, ma anche probabile (sebbene non sia mai facile prevedere “quanto” ci si possa avvicinare: la cosa, infatti, appartiene più alla storia degli uomini che non al destino del mercato).”

Nella particolare ciclicità che ha colpito il nostro mercato da qualche settimana, la seduta odierna s'inserisce un po' a metà tra quel che s'è appena detto e la necessità (si fa per dire…) di rispettar la scadenza di giornata:

* è questo, infatti, il terzo martedì consecutivo in cui, dopo una seduta particolarmente brillante, il giorno prima, non si riesce più a dar continuità al movimento in corso: -0.23% (martedì 10 novembre), -1.01% (martedì 17 novembre) e –1.08% (giusto oggi).



Non possiamo affermare, ovviamente, che il rimbalzo di cui sopra s'è già esaurito con la seduta odierna (per il semplice motivo che non n'abbiamo ancor le giustificazioni), ma come diceva, in fondo, il buon Andreotti: “A pensar male si commette peccato, ma… ogni tanto ci si prende”. Come dire: noi non lo affermiamo, ma il sospetto è davvero forte.

In realtà, sul mercato italiano, più che di sospetti si dovrebbe parlar di qualcosa di più concreto, ma non essendo, quello italiano, il nostro mercato di riferimento, nella fase in corso, preferiamo glissar sull'argomento: avremo tempo più avanti per affrontarlo con maggior precisione. Oggi, infatti, noi (ma non solo noi…) si guarda solo a quel che accade di là dell'Oceano: lo S&P500 continua a rosicare la propria resistenza in area 1120 punti, ma la stessa non parrebbe avvertir altro che un timido fastidio per l'insistenza mostrata: sin qui, infatti (sono le 19.00 di martedì 24 novembre), area 1120p parrebbe restarsene “ieratica” di fronte all'inutile affannarsi umano: da diverse settimane, ormai, ci si muove a cavallo dei 1100p con esiti in fondo nulli. Non si vince la resistenza (che è tosta di suo), ma non si molla comunque la presa, forse sperando di fiaccarne sempre più le forze. In uno scenario di questo tipo (che non è, in fondo, granché diverso da quel che noi c'eravamo attesi sul mercato americano, almeno fino a domani…) non c'è modo di dir cose intelligenti: al massimo, insomma, potremmo ripetere, sino alla noia, quelle già dette più volte negli ultimi giorni. Un pittore a noi caro, tuttavia, ci ricorda che è meglio tacere quando non s'ha nulla d'intelligente da dire: proprio quel che abbiamo deciso di fare. Sperando che domani si possano dir cose diverse: forse poco intelligenti, ma comunque diverse.



Edoardo E. Macallè - www.nikkaiastrategie.com