(ASCA) - Roma, 29 feb - ''Per capire la congiuntura attuale e' l'andamento del flusso di risorse cioe' dei movimenti del passivo, che per essere meglio compresi devono essere corretti da elementi di duplicazione. Nel complesso del 2011 i classici strumenti di raccolta presso residenti (depositi e obbligazioni) hanno rappresentato con un totale di 24 mld di Euro appena l'11% del totale delle risorse acquisite dalle banche italiane. Nel 2010 la raccolta presso i residenti aveva determinato un afflusso di risorse per quasi 130 mld di Euro''. Lo ha detto il direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini, nel corso di una audizione alla Camera. ''La forte caduta di incidenza di questo canale di approvvigionamento - ha proseguito - dipende sia da fattori strutturali che congiunturali, ma e' evidente che, soprattutto nella parte finale dell'anno, hanno pesato le rilevanti tensioni sul merito di credito dei nostri titoli sovrani''. Di conseguenza - ha concluso - rilevante e' risultata la dipendenza delle banche italiane dal rifinanziamento presso la BCE che con quasi 160 mld ha rappresentato oltre il 70% del totale delle risorse, apporto che si e' concretizzato interamente nella seconda meta' dell'anno in relazione all'ampliamento degli spread dei titoli governativi italiani rispetto a quelli tedeschi. Le difficolta' cui le banche italiane sono andate incontro per finanziare la propria attivita' sono visibili anche nella rilevante riduzione della raccolta dall'estero (una perdita di risorse per quasi 50 mld di euro pari ad un contributo negativo per 21 punti percentuali). Infine, in questo sentiero stretto le banche hanno proceduto ad ampliare la propria base patrimoniale (31 mld di Euro pari al 14% del totale della raccolta), in modo da risultare compliant con le sempre piu' stringenti esigenze prudenziali''.Per Sabatini, inoltre l'insieme di queste risorse e' stato utilizzato in via prioritaria per supportare l'attivita' di finanziamento all'economia che presenta il piu' alto volume di nuovi investimenti nel 2011: i 45 mld di nuovi finanziamenti all'economia sono stati suddivisi equamente tra famiglie e imprese. Questa crescita va sottolineata quanto piu' si consideri che nel corso del 2011, in relazione al peggioramento del quadro economico, e' sensibilmente aumentato lo stock di sofferenze: ''tra la fine del 2010 e la fine dello scorso anno, lo stock di sofferenze e' aumentato per quasi 30 mld di Euro, anche se quasi la meta' di tale incremento e' dovuto ad operazioni realizzate da alcuni gruppi bancari negli assetti societari''.
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