(ASCA) - Roma, 20 nov - Costi produttivi, contributivi e burocratici sociali praticamente triplicati e redditi sempre tagliati per gli agricoltori italiani. Negli ultimi dieci anni, dal 2000 al 2009, si e' registrato un costante e deciso aumento dei prezzi dei mezzi di produzione (concimi. mangimi, sementi, antiparassitari, gasolio). Si e' passati da un piu' 3,5 (anno 2000) ad un piu' 8-9 per cento (stima 2009), con punte del 10,6 per cento nel 2008. Stesso discorso per gli oneri sociali che solo negli ultimi tre anni hanno segnato una crescita superiore al 25 per cento. Per non parlare del prezzo pagato per gli adempimenti richiesti dalla pubblica amministrazione (nazionale e locale) che ''pesa'' per oltre 7 mila euro l'anno, in media, per ogni azienda agricola. E' quanto denunciato dalla Cia (Milano: CIA.MI - notizie) -Confederazione italiana agricoltori alla vigilia dei due grandi sit-in a Roma (martedi' prossimo 24 novembre), davanti alla Camera dei deputati e ai ministri delle Politiche agricole, alimentari e forestali e dell'Economia e Finanze, che vedranno la partecipazione di migliaia di agricoltori e che si svolgono nell'ambito della mobilitazione che in questi giorni si sta sviluppando nell'intero territorio nazionale, anche iniziative con altre organizzazioni, e che proseguira' nelle prossime settimane. Il tutto per sollecitare interventi urgenti e concreti a sostegno delle aziende sempre piu' in grave emergenza. La situazione e' resa ancora piu' esplosiva -rileva la Cia- dal crollo dei prezzi praticati sui campi che sono scesi, quest'anno, di oltre il 15 per cento rispetto al 2008, con cali record per il grano duro (meno 40 per cento), per l'ortofrutta (meno 20 per cento), per il latte (meno 18 per cento) e per l'uva (meno 15-18 per cento). Il tutto si traduce in un taglio drastico dei redditi agricoli che quest'anno dovrebbero registrare una flessione di oltre il 2 per cento. E cosi', nonostante la ''parentesi positiva'' del 2008 (piu' 2 per cento), dal 2000 ad oggi i nostri produttori, in ambito europeo, sono quelli che subiscono la diminuzione reddituale piu' accentuata: meno 18 per cento. Nell'Ue, invece, si e' avuto complessivamente un aumento del 16 per cento. Ma i riflessi piu' negativi per le imprese agricole - sottolinea la Cia - si hanno dal crescente onere dei costi che oggi incidono nella gestione aziendale agricola, in media, tra il 60 e l'85 per cento. Aumenti, che negli ultimi anni hanno frenato l'attivita' imprenditoriale con un crescendo impressionate e preoccupante. In particolare -nota la Confederazione di agricoltori - gli oneri previdenziali e quelli di carattere burocratico si sono tradotti in un forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull'occupazione e la competitivita'.