Alla scoperta delle obbligazioni

Da sempre le obbligazioni (soprattutto quelle emesse dallo Stato italiano) costituiscono una quota importante nei portafogli dei piccoli risparmiatori. Complice la percezione di rischio contenuto, che a dire il vero non è sempre confermata dai fatti. Così diventa fondamentale conoscere i tratti caratteristici di questo strumento, in modo da poter effettuare scelte di investimento consapevoli.

Di cosa si tratta
L’obbligazione altro non è che un debito assunto dall’emittente nei confronti degli investitori, dietro la garanzia del rimborso del capitale (a scadenza) e la corresponsione del tasso di interesse. Le ragioni che spingono l’emittente possono essere diverse, dalla necessità di investire per la crescita a quella di ripagare vecchi debiti in scadenza. Un aspetto da valutare con attenzione prima di scegliere se aderire o meno all’offerta.

Tendenzialmente i bond vengono classificati in tre categorie:

  • i titoli di Stato (emissioni di Paesi sovrani),
  • corporate (a opera di aziende),
  • bancari (per definire le emissioni degli istituti di credito).

Differenze con le azioni

Le obbligazioni si differenziano dalle azioni perché solo le seconde assicurano al titolare il diritto di partecipare alla gestione della società (attraverso la partecipazione alle assemblee). Inoltre, mentre l’azionista incassa il dividendo solo se la società fa utili e il cda decide di distribuirne una parte, l’obbligazionisti ha diritto a ricevere le cedole alle scadenze prefissate, indipendentemente dai risultati e dalle decisioni societarie. Così l’ammontare del dividendo, che è una condizione essenziale nella scelta dell’obbligazione sulla quale investire, nel caso dell’azione diventa una variabile come le altre, certo meno importante rispetto alla prospettiva di rialzo della quotazione del titolo stesso.


Convertibilità e zero coupon
Una categoria particolare è costituita dalle obbligazioni convertibili, così denominate perché possono essere convertite in azioni della società emittente o di una società appartenente allo stesso gruppo. In seguito alla conversione, si passa quindi dall’essere obbligazionista allo status di azionista, con tutti i relativi diritti.

Un’altra categoria particolare è data dai titoli detti zero coupon, che non pagano interessi sotto forma di cedole durante la loro vita: quindi, in questo caso il rendimento è dato unicamente dalla differenza tra il valore nominale e il prezzo di sottoscrizione.

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