Roma, 9 feb. (LaPresse) - Numerosi operatori energetici sono sospettati dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas di scaricare sui consumatori gli oneri della Robin tax, l'addizionale Ires imposta alle società nel giugno del 2008. È quanto emerge dalla relazione al Parlamento dell'Authority che mette in evidenza 199 casi, per circa 1,6 miliardi di incremento dei margini "dovuti all'effetto prezzo", con l'aumento del differenziale tra i prezzi di acquisto e i prezzi di vendita, tale da costituire "una possibile violazione del divieto di traslazione". La relazione evidenzia che 199 operatori su 476 totali del settore (222 del settore elettricità e gas e 254 del settore petrolifero) si rifarebbero, attraverso la dinamica dei prezzi, sui consumatori. La legge vieta alle imprese di traslare l'onere della maggiorazione d'imposta sui prezzi al consumo e affida all'Autorità per l'energia elettrica e il gas la vigilanza sul rispetto della normativa in merito alla Robin Tax. L'Autorità ha così segnalato nel rapporto al parlamento i casi sospetti dal momento che non le competono poteri di tipo sanzionatorio.
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