A Piazza Affari i riflettori continuano ad essere puntati sui titoli del settore bancario che quest’oggi stanno reagendo molto bene alla decisione di Moody’s di declassare il rating dell’Italia, nell’ambito di una mossa che ha coinvolto anche altri Paesi europei. Solo due i titoli del comparto che non riescono a sintonizzarsi con l’andamento positivo dell’indice Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) e si tratta di Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) e di Monte Paschi che arretrano rispettivamente dell‘1,69% e dello 0,84%. Sopra la parità Ubi Banca (MDD: UBI.MDD - notizie) e Mediobanca (Xetra: 851715 - notizie) che crescono dello 0,21% e dello 0,46%, preceduti da Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) e da Banca Popolare dell’Emilia Romagna che si apprezzano dello 0,59% e dello 0,65%. Riescono a fare ancora meglio Intesa Sanpaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) e Banco Popolare (Francoforte: A0MWJR - notizie) che progrediscono dello 0,94% e dlel‘1,89%. A richiamare l’attenzione sui bancari di Piazza Affari ci ha pensato quest’oggi ING, i cui analisti hanno diffuso un report nel quale si segnala che si è ridotto il rischio sistemico in seguito agli interventi della BCE. malgrado ciò, il broker olandese ritiene che per un re-rating del settore sia necessario un miglioramento della redditività, vista l’ampiezza del divario tra il costo del capitale netto e i ritorni, senza dimenticare i problemi strutturali del model imprenditoriale degli istituti di credito del Belpaese. Con riferimento all’operazione di rifinanziamento a 36 mesi messa in campo dalla BCE, ING ritiene che la stessa non rappresenti una soluzione a lungo termine. Da una parte è stata evitata una stretta creditizia in Italia e dall’altra si è avuto un sollievo per lo stress sul finanziamento, scongiurando così uno scenario ribassista sul margine di interesse.
, Questi fattori sono di aiuto per il settore, ma resta un problema nei profili di finanziamento a lungo termine rappresentato dalla bassa redditività. I modelli delle banche italiane sono stati sfidati da un forte aumento dei requisiti patrimoniali e restano le preoccupazioni sulla qualità dell'attivo dato il contesto di recessione. Da non dimenticare inoltre che i tagli dei tassi di interesse attesi sono suscettibili di esercitare ulteriori pressioni sui margini delle liability. Tra i vari titoli di Piazza Affari, ING ha avviato la copertura su Intesa Sanpaolo con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 1,74 euro. Intesa Sanpaolo è la top pick in Italia, per via della più forte base di capitale e del bilancio più stabile rispetto ai competitors. Gli esperti segnalano inoltre che si tratta della banca più capitalizzata e dell’unica che non ha evidenziato un deficit negli stress test realizzati dall’Eba, oltre ad essere sulla buona stratda verso il raggiungimento di un Core Tier 1 2013 Basilea 3 vicino al 10%. Maggiore cautela su Unicredit, la cui copertura è stata avviata con un rating “hold” e un target price a 4,16 euro. La banca, pur essendo ben capitalizzata dopo l’aumento di capitale, evidenzia una ristrutturazione che potrebbe rivelarsi lunga e nel medio termine la redditività del gruppo dovrebbe rimanere ben al di sotto del costo del patrimonio netto. Cattive notizie infine per Banca Monte Paschi che secondo il broker olandese è da vendere con un fair value a 0,3 euro. Gli analisti puntano l’accento sull’assenza di visibilità sul capitale, sulla grande esposzione al debito sovrano italiano e sui timori relativi all’asset quality. Una tolleranza dell'Eba sul taglio dei debiti sovrani sarebbe di grande sostegno, ma ING rimane cauta per gli 1,9 miliardi di euro di Tremonti bond che devono essere rimborsati e per i problemi strutturali della redditività della banca.


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