(ASCA) - Milano, 19 giu - Sono pari a 30 milardi di euro gli attivi immateriale in pancia a Intesa San Paolo e Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) , i due maggiori istituti di credito italiani. Il dato emerge dallo studio R6S Mediobanca ed e' cosi' suddiviso: Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) ha attivi immateriali per 15,041 miliardi di euro, pari al 31,5% del patrimonio netto della banca, mentre quelli di Unicredit ammontano a 15,685 miliardi, il 28,6% del suo patrimonio netto. Attivi immatariali potrebbero svalutati dalle due banche che gia' nel 2011 hanno proceduto a svalutazioni di intangibles per circa 20 miliardi di euro: 10,3 mld per Intesa Sanpaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) e 9,3 mld per Unicredit. I due colossi del credito registrano dunque una quota di attivi immateriali superiore alla media europea che nel 2011 ha visto 'spesare' complessivamente dalle banche 54,4 miliardi di euro di oneri straordinari. Gran parte di questi e' relativa alla svalutazione dei titoli governativi greci: 20,2 miliardi complessivi, con gli oneri maggiori in capo alle banche francesi e conseguenze piu' marginali per gli istututi di credito italiani: Intesa Sanpaolo ha svalutato 776 milioni di titoli greci, Unicredit 472 milioni.
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