(ASCA) - Roma, 25 gen - A fine 2010 le passivita' finanziarie delle famiglie italiane erano costituite per circa il 41% da mutui per l'acquisto dell'abitazione; la quota di indebitamento per esigenze di consumo ammontava a circa il 13,6 per cento, le rimanenti forme di prestiti al 20 per cento. I debiti commerciali e gli altri conti passivi14 costituivano circa il 21 per cento delle passivita' delle famiglie. E' quanto si legge in uno studio realizzato dalla Banca (Santiago: BANCA.SN - notizie) d'Italia sulla Ricchezza delle famiglie nel 2010. Negli ultimi due anni e' fortemente rallentata la dinamica del valore dei mutui per l'acquisto dell'abitazione: l'incremento si e' stabilizzato sul 2 per cento annuo contro un valore di circa il 16 per cento annuo del periodo 1995-2009. Anche il credito al consumo ha fatto registrare una forte decelerazione, dal 20,5% in media nel periodo 1995-2009 al 4,8 fra il 2009 e il 2010, mentre la restante categoria degli altri prestiti ha registrato un aumento del 12%, molto superiore alla variazione media annua del periodo 1995-2009 (3 per cento). La crescita dei debiti commerciali fra il 2009 e il 2010 e' sostanzialmente in linea con quella del periodo 1995-2009 (rispettivamente 4,1% e 3,5 %).


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