(ASCA) - Roma, 15 giu - I prestiti bancari nelle Marche hanno cominciato a rallentare dall'estate: alla fine del 2011 sono risultati sostanzialmente stazionari rispetto all'anno precedente e a marzo del 2012 hanno mostrato un leggero calo. All'indebolimento della domanda si e' accompagnato un irrigidimento dei criteri di erogazione adottati dalle banche. E' quanto pubblica da banca d'Italia nel Rapporto annuale sull'economia della regione nel 2011. Nel confronto con le famiglie, la decelerazione dei prestiti e' risultata piu' intensa per le imprese, in particolare le piccole, quelle operanti nell'edilizia e quelle caratterizzate da una rischiosita' piu' elevata. Secondo le indicazioni fornite dalle banche, l'orientamento dell'offerta sarebbe diventato leggermente piu' espansivo nel corso del primo semestre del 2012. Nel 2011 la qualita' del credito, misurata dal flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti, e' risultata sostanzialmente stabile e migliore per le famiglie rispetto alle imprese. E' pero' aumentata, soprattutto per le imprese delle costruzioni, la quota dei prestiti con temporanee difficolta' di pagamento. La capacita' di rimborsare i debiti contratti si e' indebolita soprattutto per le aziende che gia' prima della crisi erano caratterizzate da una struttura finanziaria meno equilibrata, con un grado di indebitamento assai piu' elevato della media. La quota di famiglie finanziariamente vulnerabili e' salita nel corso della crisi, ma solo di poco, rimanendo comunque su valori contenuti. A partire dal 2009 la ricchezza reale e finanziaria netta delle famiglie marchigiane ha ristagnato, interrompendo la crescita osservata nel quinquennio precedente, quando era stata sospinta anche dall'incremento di valore delle abitazioni; come per il complesso delle famiglie italiane, essa rimane comunque elevata nel confronto internazionale.
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