Borsa Milano piatta, bene energia e Intesa Sanpaolo, giù Pirelli

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia attorno alla parità una seduta scialba, priva di grandi spunti e che, di fatto, non è stata decisamente negativa soltanto grazie a Eni.

Gli investitori restano alla finestra, in attesa di capire come evolveranno lo stallo politico in Italia e la crisi del debito nella zona euro.

"L'incertezza sull'evoluzione della zona potrebbe continuare a pesare durante le prossime settimane", si legge in una nota di Axa WF Framlington. "Le azioni della zona euro rimangono interessanti per un investitore di medio termine, visto non solo la valutazione, ma soprattutto la loro esposizione alla crescita mondiale".

Arvind Sabharwal, director of investment, equities di M&G Investments, sostiene che, "a livello globale, le correlazioni azionarie sono drasticamente diminuite negli ultimi mesi, suggerendo che è di nuovo indispensabile una scrupolosa selezione dei titoli. Il rally delle azioni non sarà privo di intoppi: gli ostacoli o 'ritirate' del mercato possono fornire potenziali opportunità di acquisto".

In chiusura, l'indice FTSE Mib ha perso lo 0,05%, l'AllShare lo 0,01% e il MidCap lo 0,34%.

Volumi per un controvalore di circa 1,3 miliardi di euro.

* Colpita da un taglio del target price (a 0,75 da 0,85 euro) da parte di Credit Suisse, TELECOM ITALIA ha lasciato sul terreno l'1,71%, perdendo parte del terreno guadagnato sulle indiscrezioni, poi confermate, riguardanti le trattative con 3 Italia.

Nel report di Credit Suisse viene sottolineato l'impatto del taglio delle tariffe da parte di 3 e Wind. Il broker ha ridotto dell'1,4% la previsione sui ricavi Telecom di quest'anno, del 3,8% quella sull'Ebitda e del 19,9% la stima sull'utile. Abbassate anche le previsioni sui risultati 2014 e 2015.

* Contrastati i titoli dei soci di Telco. MEDIOBANCA ha perso il 2,55%. INTESA SANPAOLO è salita dell'1,39%. GENERALI tonica (+1,14%): secondo un quotidiano, la compagnia triestina ha concesso un'esclusiva a trattare la cessione degli asset americani.

* Altra protagonista in negativo della giornata è stata PIRELLI (-6,33%), che ha pagato dazio al rinvio della presentazione del piano industriale al 2017.

* Meglio, in linea con il paniere europeo (-0,31%), gli altri titoli dell'automotive: FIAT -0,15%, FIAT INDUSTRIAL -0,06% ed EXOR -0,88%.

* Per quanto riguarda le banche, dopo quanto detto sopra di Intesa Sanpaolo, si conferma il periodo negativo: il paniere è arretrato di un frazionale 0,11%. Illustrando la strategia azionaria del secondo trimestre, Morgan Stanley scrive di sovrappesare le aziende orientate ai consumi e i titoli growth di qualità, mentre le banche vengono classificate underweight.

In calo UNICREDIT (-0,42%). Peggio MONTEPASCHI (-3,48%), UBI (-3,21%), POPOLARE MILANO (-1,91%), BANCO POPOLARE (-1,8%) e POPOLARE EMILIA ROMAGNA (-1,42%).

* Sulla stessa linea il risparmio gestito: MEDIOLANUM -2,39% e AZIMUT -1,48%. Poco mossa BANCA GENERALI (-0,15%).

* La rotazione settoriale continua a premiare gli energetici. ENI, inserita da Morgan Stanley nella lista delle Investment Recommendation, è salita dello 0,69%. A distanza SAIPEM (-0,4%). Meglio A2A (+1,3%), TENARIS (+0,95%), TERNA (+0,49%), SNAM (+0,44%), ENEL (-0,08%) ed ENEL GREEN POWER (-0,13%).

* Nel comparto, discorso a parte per MAIRE TECNIMONT (+7,27%), in volo dopo la pubblicazione dei risultati 2012 e il varo dell'aumento di capitale.

* In lettera FINMECCANICA (-2,16%) e BUZZI UNICEM (-2,37%).

* Spunti per le aziende maggiormente legate ai consumi: CAMPARI (+1,49%), TOD'S (+1,11%) e LUXOTTICA (+0,13%).

* Nel retail, MOLESKINE (-4,45%) non arresta la caduta, iniziata subito dopo la quotazione.

* Piatta IMPREGILO (-0,05%), nella giornata in cui ASTM (+0,27%) ha annunciato l'adesione all'Opa di Salini.

* Torna un po' di denaro su media ed editoriali, settore massacrato nelle ultime settimane. TELECOM ITALIA MEDIA ha guadagnato il 4,24%: venerdì scorso, al termine dell'assemblea, il presidente Severino Salvemini non aveva escluso il delisting.

In scia CALTAGIRONE EDITORE (+2,76%), L'ESPRESSO (+2,47%), CAIRO COMMUNICATION (+2,25%) e RCS MEDIAGROUP (+2,41%).

* Pesante AMPLIFON (-4,25%): il gruppo ha negoziato un private placement obbligazionario negli Usa per 130 milioni di dollari.

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