La maggior parte delle borse dell'America Latina ha chiuso ieri in rialzo.
Il Bovespa a San Paolo ha guadagnato l'1,2% a 60.645,90 punti. Era da sei mesi che il listino brasiliano non chiudeva a tali livelli. Il PIL della Cina, il principale partner commerciale del Brasile, è aumentato lo scorso trimestre più di quanto atteso dagli economisti. Tra i bancari Banco do Brasil ha guadagnato lo 0,7% e Itau Unibanco lo 0,6%. Nel settore immobiliare Gafisa ha chiuso in rialzo del 3,1%, PDG Realty dell'1,2% e Rossi Residencial dell'1,3%. Nel settore dell 'acciaio Companhia Siderúrgica Nacional ha guadagnato l'1,5% e Gerdau lo 0,8%. Vale ha chiuso in rialzo del 4,1%. Il primo produttore al mondo di minerale di ferro ha annunciato che intende versare quest'anno dividendi per almeno $6 miliardi. Tra i petroliferi OGX Petroleo & Gas ha guadagnato l'1,9% e Petroleo Brasileiro lo 0,6%. Il prezzo del petrolio ha chiuso ieri a New York in rialzo del 2%.
L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso dello 0,9% a 36.601,20 punti. Tra le blue chips messicane América Móvil ha perso l'1,2%, Banorte l'1,5%, Cemex lo 0,5% e Wal-Mart de Mexico l'1,1%. Grupo Mexico ha guadagnato lo 0,6%.
Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha guadagnato l'1,1%, il General a Lima lo 0,6%, l'IPSA a Santiago del Cile lo 0,2% e il Colcap a Bogotà l'1,3%. L'IBVC a Caracas ha perso lo 0,4%.


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