Quasi tutte le principali borse della regione Asia-Pacifico hanno chiuso oggi in ribasso.
Lo Shanghai Composite ha guadagnato lo 0,3% a 2.409,55 punti. Per il listino cinese si è trattato della quinta seduta positiva di fila. Il mercato continua a scommettere che Pechino prenderà delle ulteriori misure per sostenere la crescita economica. L'aumento dei prezzi dei metalli ha spinto i minerari Aluminum Corporation of China ha guadagnato lo 0,7%, Zhongjin Gold lo 0,9% e Zijin Mining il 2,8%. I bancari hanno registrato anche oggi una debole performance. Agricultural Bank of China ha perso lo 0,4%, Bank of China lo 0,3% e China Construction Bank lo 0,4%. Secondo quanto riporta il "21st Century Business Herald" i depositi netti delle principali banche cinesi sarebbero calati nei primi 20 giorni di febbraio.
L'Hang Seng ad Hong Kong ha chiuso in ribasso dello 0,8% a 21.381,00 punti. Sul mercato azionario cinese hanno pesato i timori relativi alla crisi in Europa. L'indice PMI Composite è tornato nella zona euro a febbraio al di sotto di 50 punti. Fitch ha declassato inoltre la Grecia a "C". L'agenzia ha avvertito che se lo swap sul debito greco per i creditori privati sarà completato ciò comporterà un rating di "restricted default". Tra i titoli dell'Hang Seng HSBC ha perso l'1,5%, Hutchison Whampoa lo 0,6%, Li & Fung lo 0,2%, PetroChina lo 0,3% e China Mobile lo 0,6%. Esprit ha guadagnato il 25%. La catena d'abbigliamento casual ha annunciato di essere tornata all'utile nel primo semestre del corrente esercizio.
Tra le altre borse della regione Asia-Pacifico l'S&P/ASX 200 a Sydney ha perso lo 0,2%, il Kospi a Seul l'1%, il Taiex a Taipei lo 0,8% e Il FTSE Straits Times a Singapore lo 0,9%.


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