La maggior parte delle principali borse della regione Asia-Pacifico ha chiuso oggi in ribasso.
Lo Shanghai Composite ha guadagnato lo 0,1% a 2.385,42 punti. Era da otto mesi che l'indice cinese non chiudeva a tali livelli. Gli operatori hanno osservato che dopo il recente rally sul mercato sta crescendo il timore di una possibile correzione. Su alcuni titoli sono scattate perciò oggi delle prese di beneficio. Il settore delle utilities, che è stato trascurato negli ultimi mesi dagli investitori, ha guidato la lista dei rialzi. Huaneng Power International ha guadagnato il 6,1% e GD Power Development il 3,3%. I minerari hanno beneficiato dell'aumento dei prezzi dei metalli. Jiangxi Copper ha guadagnato il 5,2%, Zhongjin Gold l'1,2% e Zijin Mining l'1,6%.
Nel settore immobiliare China Vanke ha perso il 5,2%, Poly Real Estate il 6,2% e Gemdale il 5,6%. Secondo delle voci di stampa Pechino avrebbe sottoposto al Consiglio di Stato un piano per introdurre una tassa sperimentale sugli immobili.
Tra gli altri indici della regione l'Hang Seng ad Hong Kong ha perso lo 0,4%, l'S&P/ASX 200 a Sydney lo 0,4%, il FTSE Straits Times a Singapore lo 0,1% e il Kospi a Seul lo 0,1%. Il Taiex a Taipei ha guadagnato lo 0,2%.
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