La Sardegna è in protesta. Dopo i blitz degli operai dell'Alcoa delle scorse settimane per bloccare il porto e l'aeroporto di Cagliari, ieri è stata la volta degli operai della Carbonsulcis. Quaranta minatori - il Coriere della Sera riporta che attualmente ne siano già 200 - nella notte tra domenica e lunedì sono scesi a 373 metri di profondità, occupando la miniera di Nuraxi Figus, a Gonnesa e bloccando ogni via d'accesso con cumuli di carbone.
I costi umani delle miniere. Il caso del platina in Sudafrica
L'estrema protesta ha lo scopo di attirare l'attenzione del Governo in merito allo sblocco di un progetto - fermo da anni - per il rilancio della miniera con la produzione di energia pulita dal carbone attraverso la cattura e lo stoccaggio di anidride carbonica dal sottosuolo. Un progetto del valore di 200 milioni di euro di riqualificazione della struttura che invece rischia la chiusura. "Ormai il Sulcis è in guerra" gridano gli operai dal sottosuolo "il carbone è strategico, l’alluminio pure. Non si può pensare di chiudere le fabbriche senza colpo ferire".
Lo sciopero arriva in concomitanza con il vertice del ministero dello Sviluppo economico, previsto per venerdì prossimo, circa la vertenza Sulcis per le aziende in crisi del territorio: in tale occasione, il Governo discuterà con i sindacati e con i rappresentanti della Regione Sardegna della situazione critica che sta colpendo il Sulcis, zona all'estremo sud della Sardegna dal passato economico prevalentemente minerario, e in particolar modo le sue imprese: Alcoa, Eurallumina, Portovesme srl e Carbosulcis.
Leggi anche: Sulcis, cronache dalla disperazione
Quello che chiedono gli operai è un intervento tempestivo volto a risolvere positivamente la situazione, reclamando inoltre che la vertenza Sulcis venga trattata con la stessa dignità di quella dell’Ilva aTaranto. Non solo: chiedono un incontro con i leader di partito che sostengono il governo - Bersani, Alfano e Casini - in modo da dare un'autorevole voce al progetto integrato carbone-miniera-centrale elettrica.
La protesta dei minatori sardi è dura e andrà avanti ad oltranza fino a quando non arriveranno risposte chiare da parte di Monti. D'altronde, non è la prima volta che gli operai occupano questa miniera, che garantisce un posto di lavoro a 463 persone: la prima volta fu nel 1984, poi nel 1993 e infine nel 1995, quando rimasero sottoterra per oltre 100 giorni.

