Lo sbarco in Borsa di Facebook non solo cambierà il social network più famoso del pianeta ma anche la vita di chi nella compagnia fondata da Mark Zuckerberg hanno investito e lavorato. E’ facile prevedere che la Ipo, prevista come la più ingente della storia del web (potrebbe valere 5 miliardi di dollari), farà diventare milionarie moltissime persone. Tra queste, per esempio, è probabile che ci sia anche Bono, il frontman degli U2. Certo, il leader della band irlandese povero non è. Ma, avendo acquisito nel 2010 l’1,5% di Facebook con un investimento di120 milioni di dollari [guarda il cambio in euro] attraverso il suo fondo Elevation Partners, come riferisce il quotidiano spagnolo El Paìs, potrebbe beneficiare alquanto dell’ingresso a Wall Street della compagnia e diventare ancora più ricco. Gli analisti stimano infatti che la società di Palo Alto potrà raggiungere con la Ipo una capitalizzazione complessiva compresa tra i 75 e i 100 miliardi di dollari. Per il rocker di Dublino, noto per aver messo a segno investimenti sfortunati da cui ha subito perdite pari a 140 milioni di dollari, potrebbe trattarsi quindi di una inversione di tendenza non da poco, che gli cancellerebbe per sempre l’etichetta di investitore poco accorto.
Naturalmente, non di solo Bono vive Facebook. Come detto, la lista delle persone che potranno trarre giovamento economico, almeno “on paper” (ovvero, prima di incassare i dividendi), dall’approdo in Borsa è molto ampia e vedrà in cima, con tutta probabilità, i suoi primi investitori. A cominciare, neanche a dirlo, dal CEO Mark Zuckerberg. Secondo il documento presentato per la quotazione in Borsa, il fondatore 27enne controlla una quota del 28,2% di Facebook e la Ipo potrebbe far arrivare la sua partecipazione, sulla carta, a circa 28 miliardi di dollari, una cifra che gli consentirebbe di schizzare, in base al ranking di Forbes, al nono posto tra le persone più ricche del pianeta, superando in un solo colpo paperoni come il sindaco di New York Michael Bloomberg e il re degli speculatori George Soros.
Altri investitori che diventeranno ancora più ricchi grazie a Facebook? Uno dei primi nomi è un fondo di venture capital, Accel Partners. La società americana investì 12,7 milioni di dollari e, pur avendo venduto alcune delle sue prime quote, al momento detiene l’11,4% delle azioni di classe B della compagnia. Se nello sbarco a Wall Street Facebook fosse valutata 100 miliardi di dollari, il valore delle partecipazioni di Accel arriverebbe quindi virtualmente a 11,4 miliardi di dollari, ovvero circa mille volte in più dell’investimento iniziale.
Un altro fortunato potrebbe essere Peter Thiel, uno dei fondatori di PayPal e tra i primissimi investitori del social network. Era rappresentato anche nel film The Social Network Thiel investì nel 2004 500.000 dollari, quando la compagnia era valutata “solo” 4,9 milioni di dollari. Anche lui ha venduto una parte delle sue azioni, alcune delle quali acquistate proprio dal fondo di Bono, Elevation Partners. Attualmente, Thiel controlla una quota del 2,5%, che all’ipotetica valutazione di 100 miliardi di dollari per Facebook, potrebbe equivalere a 2,5 miliardi di dollari.
Tra i beneficiati ci sarà anche il russo Yuri Milner, al comando di DST, società che nel complesso ha investito su Facebook circa 900 milioni di dollari. DST controlla il 5,5% di Facebook, una partecipazione che potrebbe valere, a Ipo avvenuta, 5,5 miliardi di dollari.
Chi ci andrà a guadagnare, senza dubbio, sarà anche Dustin Moskovitz, cofondatore di Facebook ed ex compagno di stanza di Zuckerberg. Moskovitz, che lasciò il social network per fondare la società di software Asana, detiene il 7,6% della compagnia, una quota che potrebbe valergli “on paper” 7,6 miliardi di dollari qualora la capitalizzazione di Facebook arrivasse a 100 miliardi di dollari.
Oltre ai fondatori, ci sarà probabilmente gloria finanziaria anche per almeno mille dipendenti dell’azienda californiana, quelli che ricevono una parte della loro retribuzione in stock option. E’ stimato che con la quotazione in Borsa la loro rendita salirà a oltre 1 milione di dollari. Anche se la normativa impone ai dipendenti pagati in stock option di ricevere le liquidazioni prima di sei mesi, i futuri milionari già stanno pensando a come investire la loro nuova ricchezza. Per esempio, un gruppo di attuali ed ex lavoratori di Facebook ha cominciato a sondare il terreno per investire su un programma archeologico indirizzato ai resti Maya in Messico.


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