Cipro, 11 miliardi per evitare la bancarotta

Cipro chiederà aiuti per 11 miliardi di euro alla comunità internazionale per evitare la bancarotta. La notizia è stata lanciata da Bloomberg che cita tre fonti vicino alla vicenda. Cinque miliardi saranno destinati alla ricapitalizzazione delle banche cipriote, mentre gli altri sei sono necessari per ripagare il debito fino alla fine del 2015. Le istituzioni finanziarie del Paese hanno risentito della crisi economica greca.

Lo scorso 25 giugno Cipro era diventato il quinto Paese dell’area euro a chiedere l’attivazione di un programma di aiuto, senza tuttavia precisare di quanti capitali avrebbe avuto bisogno. L’emergenza del governo nazionale deriva, soprattutto, dall’elevata esposizione delle banche alla condizione della traballante Grecia. Già dalla scorsa estate Stefanos Stefanou, portavoce del governo, aveva fatto sapere che Cipro era intenzionata a portare avanti le trattative per ricevere anche prestiti trans-europei, ad esempio dalla Russia o dalla Cina. “Uno non preclude l’altro – aveva dichiarato Stefanou – porteremo avanti i nostri sforzi per ottenere un prestito bilaterale”. Il governo ha già ricevuto 2,5 miliardi di euro dalla Russia, uno dei più importanti partner finanziari di Cipro.

Il problema principale, come detto, sono le banche che necessiterebbero di 5 miliardi di euro. Per la troika molti di più: “Gli istituti ciprioti hanno bisogno di circa 10 miliardi di euro per ricapitalizzare”. Con la ristrutturazione del debito greco, infatti, gli istituti di credito dell’isola hanno subito perdite per oltre 4 miliardi di euro. La risposta del governo, riporta Bloomberg, è del ministro delle Finanze, Vassos Shiarly che ha precisato come “non sia possibile commentare i dati di ricapitalizzazione”. Ma ha anche aggiunto che “per quanto riguarda il finanziamento complessivo del governo, fino a gennaio 2016, si può confermare che le cifre non sono molto distanti”. La crisi cipriota, con la corsa al denaro per evitare la bancarotta, si ripercuote, ovviamente, anche sul debito. Allo Stato servono altri 6 miliardi di euro per il rimborsare il debito. A complicare le cose, infatti, ci sono proprio i rimborsi di bond in scadenza che, sempre secondo i dati di Bloomberg, si aggirerebbero attorno ai 4,7 miliardi di euro. I conti sono presto fatti: il governo cipriota, che aveva nelle casse 492 milioni di euro alla fine di agosto, si trova di fronte ad un debito in scadenza a fine novembre da circa 750 milioni di euro, secondo il Ministero delle Finanze.

Per Cipro, quindi, diventa fondamentale trovare un accordo con la troika (Commissione europea, Banca Centrale e Fondo monetario internazionale), per poter pagare i conti fino alla fine dell’anno ed evitare il crack. Il Consiglio dei ministri sta elaborando una contro proposta da sottoporre alla troika, capace di mettere d’accordo sindacati, imprese e partiti politici. Operazione tutt’altro che semplice, come ha confermato il portavoce del governo Stefanos Stefanou.

E tornando a parlare di cifre, il ministro delle Finanze Shiarly ha dichiarato che Cipro potrà ricevere la prima rata del pacchetto di aiuti alla fine di dicembre, ammesso che i termini del piano di salvataggio vengano approvati dall’Ue entro la fine di novembre. “Ma non è ancora stata fissata, invece, nessuna data per riaprire i colloqui con la troika”, ha concluso il ministro. Una questione per lo più di tempo, quella legata alla crisi cipriota. I soldi europei devono arrivare il prima possibile anche perché da maggio 2011 Cipro non ha più accesso ai mercati internazionali per finanziarsi. L’unica alternativa alla bancarotta, al momento, pare proprio l’aiuto europeo. Indispensabile per far fronte alle scadenze da 4,7 miliardi di euro entro la fine del 2015.


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