Roma, 6 mag. (LaPresse) - Il livello record dei prezzi dei carburanti fa svuotare il carrello della spesa che evidenzia un calo del 2 per cento degli acquisti dei prodotti alimentari in quantità nel primo trimestre. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che le quotazioni della benzina spingono l'inflazione e frenano la ripresa in un Paese dove l'88 per cento dei trasporti commerciali avviene per strada. "A subire gli effetti dell'aumento dei costi energetici è - sottolinea la Coldiretti - l'intero sistema agroalimentare, produzione, trasformazione e distribuzione, dove si stima che i costi di trasporto e della logistica siano circa un terzo del totale". "Per effetto della riduzione del potere di acquisto le famiglie italiane - conclude la Coldiretti - hanno tagliato anche le spese alimentari che già lo scorso anno si erano ridotte dell'1,3 per cento con meno carne bovina (-0,1 per cento), pasta (-0,2 per cento) carne di maiale e salumi (-0,8 per cento), ortofrutta (-1 per cento) e addirittura meno latte fresco (-2,2 per cento). Il prezzo della benzina ha scavalcato abbondantemente anche quello di un chilo di arance, di un chilo di pasta o di un litro di latte fresco ed oggi una famiglia italiana spende mediamente di più - conclude la Coldiretti - per combustibili, energia elettrica e trasporti che per gli alimentari e le bevande".
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