Consiglio dei ministri per la crescita: infrastrutture, tecnologia e incentivi all'impresa

È durato quasi nove ore il quarantreesimo consiglio dei ministri del governo Monti, quello che dovrebbe avviare la cosiddetta "fase due" dell'esecutivo, quindi indicare la direzione e i criteri cardine delle prossime misure per la crescita e lo sviluppo. Nell'incontro di oggi, che è stato preceduto da una consultazione tra il premier e il governatore della Banca d'Italia Visco per fare il punto sulla situazione finanziaria nazionale e internazionale, ogni ministro ha portato le proposte per le rispettive aree di competenza al vaglio dei colleghi.
Il risultato è un'agenda di governo che fissa punto per punto la strategia dell'esecutivo per rilanciare l'economia e quindi elenca i provvedimenti effettuati finora e quelli che intende introdurre entro la fine della legislatura.
Molte delle misure indicate nel documento ufficiale prodotto al termine della riunione erano già state anticipate nei giorni scorsi, come quelle che riguardano le semplificazioni, le infrastrutture e le start up, mentre non c'è traccia di quanto preannunciato dal ministro Fornero circa una riduzione del cuneo fiscale e contributivo per le aziende che investono in capitale umano.

Leggi il documento ufficiale dell'Agenda del Governo.

Nel settore della scuola, trova invece immediata applicazione attraverso tre decreti presidenziali l'assunzione a tempo indeterminato già per l'anno scolastico 2012 - 2013 di personale docente, tecnico-amministrativo e di dirigenti amministrativi per un totale di più di 22mila unità.
Per il resto, la strada del governo prosegue di fatto nella direzione già intrapresa, con l'obiettivo di "introdurre nel sistema economico italiano più efficienza, più produttività, più competitività, anche alla luce delle raccomandazioni rivolte all’Italia nel quadro del Semestre europeo".
I punti cardine della strategia messa a punto dal governo, si legge nel comunicato stampa ufficiale, sono: "il recupero del gap infrastrutturale, anche attraverso l’attrazione di capitali privati; la spinta all’innovazione tecnologica e all’internazionalizzazione delle imprese; la creazione di un contesto favorevole alla nascita di start up, soprattutto da parte dei giovani; gli investimenti nel capitale umano promuovendo l’apprendimento permanente e valorizzando il merito; la riduzione degli oneri burocratici a favore di cittadini e imprese; l’attenzione a una crescita sostenibile ed eco-compatibile".
Tutte azioni che dovranno ovviamente calibrarsi con le disponibilità finanziarie e i vincoli posti dall'Europa.

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