Dopo nove ore di consiglio, alla fine si è giunti a una soluzione. Il vertice dell'Eurogruppo ha stabilito le misure per il salvataggio delle banche spagnole. Confermati dunque gli aiuti attraverso i fondi salva-stati efsf ed esm. Confermata anche la prima tranche di aiuti di 30 miliardi di euro entro la fine del mese, come annunciato dal presidente dell' Eurogruppo, Jean Claude Juncker, attraverso prestiti con scadenze fino a 15 anni.
Le condizioni imposte a Madrid dalla Ue sono però dure. Intanto gli aiuti alla Spagna saranno concessi a tassi di interesse intorno al 3%. "Madrid - scrive il quotidiano spagnolo El Pais - riceverà fino a 100.000 milioni di euro, il 10% della ricchezza prodotta dalla Spagna in un anno" e i tassi, seppur agevolati, saranno un peso per il Tesoro spagnolo, che "paga attualmente il 6% di interesse per i prossimi 10 anni". In cambio, "la Spagna cede la sovranità sul proprio sistema finanziario, perdendo anche la sovranità fiscale, contrariamente a quanto il governo ha detto ieri".
Salve le banche, dunque, ma a quale prezzo? La parola è di nuovo la solita: austerità.
E il conto lo paga ancora una volta la società civile: tra le misure di austerity, il governo del premier spagnolo Mariano Rajoy ha previsto la soppressione della tredicesima per i dipendenti pubblici, oltre all'aumento dell'Iva dal 18 al 21%. La mannaia cade nuovamente sulla Pubblica Amministrazione, a cui verrà fatto un taglio di 3,5 miliardi di euro solo per il 2012. Lo scopo del governo spagnolo è quello di arrivare entro la metà del 2014 ad alleggerire il bilancio statale di 65 miliardi di euro.
Non solo: tra le misure previste, ridotti i permessi sindacali ai dipendenti pubblici, oltre alla riduzione delle ferie e le indennità previste per i sindaci.
Bruxelles concede un anno alla Spagna per applicare queste nuove misure e mettere i conti in regola. Ma avverte che "le autorità spagnole dovrebbero adottare senza indugio ulteriori passi nel 2012." Al governo spagnolo rimangono quindi tre mesi di tempo per approvare queste misure: prima di ottobre infatti dovrà riferire in Parlamento sulle modalità da applicare per il raggiungimento di questi obiettivi per i prossimi due anni. Ma c'è di più. Spiega infatti El Pais che nella bozza ratificata ieri, è previsto che "il governo prenderà ulteriori provvedimenti se i rischi si concretizzano sui programmi di bilancio".
Monti a Bruxelles: Ardito dire mai aiuti all'Italia - VideoDocBruxelles, (TMNews) - E' sicuramente "ardito" dire che l'Italia "non avrà mai bisogno" degli aiuti europei, ma in ogni caso Mario Monti per ora "non lo prevede", soprattutto per gli aiuti del tipo di quelli chiesti da Grecia, Portogallo o Spagna: In conferenza stampa a Bruxelles il premier spiega: "Sarebbe ardito dire che l'Italia non avrà mai bisogno degli aiuti di questo o di quel fondo. Il principio della prudenza induce a non dirlo. Ma io non prevedo che l'Italia...", dice senza completare la frase.

