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    Crisi dell'eurozona: la timeline

    Le principali tappe della crisi dei debiti sovrani in Europa

    La crisi dell’eurozona parte da lontano e culmina nell’attuale fase, segnata da una fortissima tensione che spinge i paesi di vertice a evitare una disintegrazione del sistema. Ipotesi da scongiurare, ma che in alcuni paesi del mondo porta anche istituti di credito di grande calibro come Merrill Lynch, Barclays Capital e Nomura a studiare le conseguenze della possibilità di un crollo molto prossimo. Mentre si accettano sondaggi e scommesse su quale paese lascerà l'area euro, in ballo c’è il destino dell’Unione, non solo quello economico ma di riflesso anche quello politico.

    Ecco una timeline delle principali tappe della crisi dei debiti sovrani in Europa.

    2008
    Nell’anno che vede lo scoppio della crisi economica internazionale, Malta e Cipro entrano nell’eurozona, seguendo la Slovenia, che aveva fatto il suo ingresso nel 2007.

    Nel mese di dicembre, i leader dell'Ue decidono di approvare, per la cifra di 200 miliardi di euro, un piano di stimolo per contribuire a rafforzare la crescita europea a seguito della crisi finanziaria globale.

    2009
    Dopo l’ingresso della Slovacchia, Estonia, Danimarca, Lettonia e Lituania aderiscono al meccanismo di cambio per portare le loro valute e la politica monetaria in linea con l'euro, in preparazione per l'adesione.

    Nel mese di aprile, l'Ue ordina a Francia, Spagna, Irlanda e Grecia di ridurre il loro deficit di bilancio.

    A dicembre, la Grecia di George Papandreou ammette che i suoi debiti hanno raggiunto la cifra record di 300 miliardi di euro. Il debito greco è pari al 113% del Pil, circa il doppio del limite della zona euro fissato  al 60%.

    2010
    A inizio anno, un rapporto Ue condanna "gravi irregolarità" nelle procedure di contabilità greca. Il deficit di bilancio della Grecia nel 2009 è più di quattro volte il massimo consentito dalle norme Ue.  Nel mese di febbraio, la Grecia presenta una serie di misure di austerità volte a ridurre il deficit ma il problema debito divampa anche in Portogallo, Irlanda e Spagna.

    L'11 febbraio, l'Ue promette di agire sul debito greco e raccomanda alla Grecia di fare ulteriori tagli alla spesa. Nel mese di marzo, il primo ministro Papandreou continua a insistere che nessun salvataggio è necessario. L’Ue e il Fondo Monetario Internazionale concordano una rete di sicurezza di 22 miliardi di euro per aiutare la Grecia. Nel mese di aprile, i paesi della zona euro accettano di fornire fino a 30 miliardi di euro in prestiti di emergenza.

    Il  2 maggio, dopo che gli oneri finanziari greci avevano già raggiunto livelli record, attestandosi il debito al 13,6% del Pil, i membri della zona euro e il Fmi stabiliscono un pacchetto di salvataggio da 10 miliardi di euro per salvare la Grecia.

    A novembre, l'Ue e il Fmi accettano di varare un pacchetto di salvataggio per l'Irlanda per un totale di 85 miliardi di euro.

    2011
    A gennaio, l’Estonia passa all’euro, portando a 17 i paesi che usano la valuta.

    Nel mese di febbraio, i ministri delle finanze dell'Eurozona istituiscono un fondo permanente di salvataggio, chiamato Esm (European Stability Mechanism), dal valore di circa 500 miliardi di euro.

    Nel mese di maggio, l’Ue e il Fondo monetario internazionale approvano un piano di salvataggio di 78 miliardi di euro per il Portogallo, che ad aprile aveva denunciato la sua crisi..

    Nel mese di giugno, i ministri dell'eurozona esortano la Grecia a decretare nuove misure di austerità prima che arrivi la nuova tranche del prestito, per scongiurare il default. Nel mese di luglio, l'Ue approva l'ultima tranche del prestito greco, del valore di 12 miliardi di euro.

    L’Ue vara un pacchetto combinato da 109 miliardi di euro, per risolvere la crisi greca e prevenire il contagio tra le altre economie europee.

    Il 7 agosto, la Banca centrale europea dichiara di voler acquistare titoli di stato italiani e spagnoli per cercare di abbattere i loro costi di finanziamento, mentre cresce la già ventilata ipotesi che la crisi del debito possa diffondersi alle economie più grandi di Italia e Spagna.

    A settembre, la Spagna approva un emendamento costituzionale per porre un limite a futuri aumenti di deficit statale. L'Italia prova ad approvare un piano di austerità da 50 miliardi per equilibrare il bilancio entro il 2013,  dopo settimane di lotta in Parlamento ma le misure non vengono approvate.

    Il 20 settembre, l'Italia vede un ribasso del suo rating del debito da parte di Standard & Poor's, che passa da A+ ad A. L'Italia dice che la mossa è stata influenzata da "considerazioni politiche".

    Lo stesso giorno, nel suo World Economic Outlook, il Fondo Monetario Internazionale taglia le previsioni di crescita e avverte che i paesi stanno entrando in una nuova fase di pericolo.

    Il 22 settembre, nuovi dati mostrano che la crescita del settore privato della zona euro si è ridotto per la prima volta in due anni.

    Il 23 ottobre, il direttore del Fmi Christine Lagarde esorta i paesi ad "agire subito e agire insieme" per mantenere la strada della ripresa economica in pista.

    Il 28 settembre, il presidente dell’Unione, Jose Manuel Barroso, avverte che l'Unione europea "affronta la sua sfida più grande".

    Il 4 ottobre, i ministri delle finanze dell'Eurozona ritardano la decisione di anticipare alla Grecia la sua prossima rata di salvataggio.

    Il 6 ottobre la Bank of England inietta altri 75 miliardi di sterline nell'economia britannica, mentre la Banca centrale europea svela le misure dei prestiti d'emergenza per aiutare le banche.

    I mercati finanziari reagiscono bene, l'8 ottobre, alla notizia che i leader di Germania e Francia hanno raggiunto un accordo sulle misure per aiutare a risolvere la crisi del debito. Ma senza dettagli, resta alta la soglia del nervosismo.

    Il 14 ottobre i ministri delle finanze del G20 si incontrano a Parigi per proseguire gli sforzi per trovare una soluzione alla crisi del debito dell’eurozona.

    Il 21 ottobre i ministri delle finanze dell'eurozona approvare un ennesimo piano da 8 miliardi di euro per scongiurare definitivamente il default greco.

    Cambio al vertice in Italia, dopo mesi di perdurante crisi e la progressiva perdita della fiducia parlamentare da parte dell’esecutivo Berlusconi. Dopo aver ottenuto la fiducia, il 18 novembre, il governo italiano guidato da Mario Monti studia le mosse per i primi provvedimenti. Monti, già apprezzato in ambito europeo, esordisce come premier incontrando Josè Manuel Barroso e Herman Van Rompuy; poi il vertice a tre con il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel.

    Il 9 dicembre, dopo un altro round di colloqui a Bruxelles, il presidente francese Nicolas Sarkozy annuncia il progetto di sancire con un accordo intergovernativo (denominato "fiscal compact") nuove regole di bilancio per affrontare la crisi. Il Regno Unito non dà il proprio consenso. Il nuovo accordo deve essere concordato entro marzo 2012, secondo Sarkozy.

    2012
    L’11 gennaio, è la volta di una nuova bozza per il trattato sull'unione fiscale voluto dalla Germania di Angela Merkel a dicembre e che i governi dell'Unione vogliono negoziare al summit del 30 gennaio 2012. Nella nuova versione del documento è previsto che le nuove regole sul rigore entreranno in vigore a partire dal primo gennaio 2013 (se saranno ratificate da almeno 12 paesi dell'euro). I parametri  per l'abbattimento del debito pubblico saranno operativi dal primo gennaio dell'anno successivo ovvero dal 2014. Prevista la possibilità di portare innanzi alla Corte di giustizia, solo i governi che non avranno inserito nella loro costituzione l'obbligo di azzerare il deficit. Al trattato si potranno unire infine tutti i paesi che lo richiederanno, compresa la Gran Bretagna che si è esclusa dalle nuove regole.

    Il 13 gennaio, dopo Francia e Austria, anche per l'Italia arriva il downgrade. Standard & Poor's abbassa la valutazione di rischio del debito pubblico per nove paesi europei. L’Italia passa da A a BBB+. Le modifiche di rating e gli outlook riguardano Austria, Cipro, Francia, Malta, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna. S&P ha deciso di mantenere invariati i rating di Finlandia, Germania, Lussemburgo, Olanda (tutti AAA), Belgio (AA), Estonia (AA-), Irlanda (BBB+),


     
    • davide  •  3 mesi fa
      leggo di salvataggio economico di svariati miliardi, debiti su debiti che continuano a fare tutti i governanti..ma!!!!... comunque in tutto cio che leggo in questi ultimi periodi e anche nell'articolo sopra si omette di dire, ....... non si parla mai della francia che sta molto peggio di noi, vogliono salvare per forza la grecia, certo se va a fondo la grecia va a fondo la francia xche ? a comprato tutti i titoli greci sperando di guadagnare e adesso se la prende nelle chiappette, e sai che vi dico ? so contento...
    • ciccio62  •  3 mesi fa
      Noto che ogni volta che si parla di salvataggi,si parla di iniezioni di moneta alle banche che poi queste dovrebbero dare ai governi: mi chiedo perchè non direttamente ai governi?
    • Ruggero  •  3 mesi fa
      Ho visto le foto della povertà GRECA, IL PROFESSORE CI PORTERA' HA ROVISTARE NEI CASSONETTI DELLA SPAZZATURA,ALCUNI ITALIANI LO FANNO GIA' ORA......FORZA MONTI LA CRESCITA DELLA MISERIA E' SICURA COME QUELLA DELLA DISOCCUPAZIONE ..(E TUTTO PER L'EURO E L'EUROPA)
    • Ruggero  •  3 mesi fa
      PER NON VEDERE QUANTI DANNI HA FATTO E FARA' BISOGNA ESSERE DELLE CASTE E DEI POLITICI ,PARASSITI DEI POVERI
    • AnthonyC  •  3 mesi fa
      Non si deve parlare di crisi dell'Eurozona, ma di crisi di ogni singolo Stato e per conoscere la verità bisognerebbe cancellare dalla mente ogni filosofia Politica di interessi di parte.
      Ogni singolo Stato ha i suoi problemi che sono diversi dagli altri. Molti Stati dell'Euro zona hanno saputo dire Si o No secondo i propri interessi. La crisi Italiana non é nata recentemente e le concause sono da ritrovare nel tessuto politico di oltre quaran'anni fa, mantenuto per tradizione perché soddisfava gli interessi politici della Casta e della Giustizia.
      Per risanare la situazione Economica Italiana, occorre una rivoluzione strutturale del pensiero Politico, non con l'aumento dei costi della vita, non con la diminuzione dei servizi sociali, non con la chiusura delle nostre industrie, non con le multe ingiuste e gli Eco Pass per salvare i dilapidari sistemi Statali, Regionali, Comunali. Mia zia aveva un modo personale di fare i conti dove 1+1= 11. Gli avevo chiesto più volte dove aveva imparato l'aritmetica? Mi rispose che aveva lavorato per diversi anni in una Istituzione di Statistica Generale dove le cifre venivano aggiustate secondo gli interessi Politici del momento con Governi mangiafranchi che non duravano oltre un anno. Chiesi a mia Zia se sapeva dove sono finiti i 1900 miliardi di debito pubblico, mi rispose: siamo un paese di collusi e di grandi ladri protetti dalla censura e se rovesciamo le tasche dei Politici, troveremo gran parte del malloppo.
      A mio avviso il Premier Monti ha iniziato molto male il programma di ristrutturazione del Paese, le ditte continuano a chiudere ed i capitali fuggono dall'talia. Alla fine al danno ha aggiunto un danno molto più grande, mentre il Paese ha perso il treno dello sviluppo economico e ci sono rimasti la Mafia e le speculazioni Istituzionalizzate per affondare il Paese sempre di più.
      Anthony Ceresa
    • Ruggero  •  3 mesi fa
      da quando hanno creato l'euro la miseria dilaga tra i popoli mentre gli stipendi d'oro sono aumentati e più protetti di prima FORZA MONTI ammazza i più deboli
    • Alcioc  •  2 mesi fa
      il problema e' siamo diventati tutti pecoroni , ci facciamo guidare dalle persone che non hanno mai lavorato solo governato jaja e tutti sposano una mamma/moglie che ci da il cuiccio tutte le sere per tenerci calmi e farci fare il rutino ,, la caratteristica essenziale del maschio ,, la guerra ed il testosterone si e' persa spingendo la carozzellina del pupo ,, siamo patetici , comandati da fannulloni che imbroglierebbero anche giocando a tresette !! abbiamo perso le palle !!