Un piano per riacquistare il proprio debito. La Grecia ci prova e vorrebbe far partire un’azione di riacquisto volontario di titoli di Stato da 10 miliardi di euro, a prezzo, però, molto scontato. Si tratta di una delle condizioni imposte al Paese per poter accedere ai fondi dell’Unione europea e del Fmi.
L’agenzia nazionale del debito ha fatto sapere che i detentori di titoli dovranno presentare le loro obbligazioni entro venerdì per ricevere in cambio un pagamento tra il 32,2 e il 40% del valore nominale, a seconda della scadenza delle 20 serie di titoli. Gli investitori devono dichiarare il proprio interesse a vendere tra il 7 e il 17 dicembre. Il principio del meccanismo si basa su di una situazione in cui il debitore non riesce ad onorare i suoi impegni, i creditori, allora, possono decidere che la cosa migliore da fare sia quella di vendere il debito scontato ad una parte terza. Ciò significa che il creditore non subisce una perdita totale del suo investimento, ma una svalutazione, recuperando così una frazione del debito originario. Insomma, piuttosto che niente, meglio piuttosto. L’organismo che acquista il debito sofferente, sta scommettendo che il debitore sarà in grado di pagare una quota maggiore del valore nominale del debito in un secondo momento, dando loro un utile sull’affare.
Scende sotto la soglia del 15%, al 14,60% per la precisione, il tasso sui titoli di Stato ellenici a 10 anni, dopo l’annuncio del riacquisto del debito (buyback). Si tratta del livello più basso dalla ristrutturazione del debito greco. Lo spread tra i titoli greci e il bund tedesco si attesta a 1.324 punti base. Se la Grecia può ricomprare parte del suo debito a questo ritmo, allora otterrà un risparmio del 65% rispetto al valore nominale delle obbligazioni acquistate. L’obiettivo è che il riacquisto dovrebbe ridurre il debito reco fino a 40 miliardi di euro, ma c’è più di un dubbio sulla disponibilità effettiva dei creditori del Paese. Il fatto è che se si immagina che la Grecia possa evitare un default e rimanere all’interno dell’Eurozona, allora si può mantenere il debito e richiedere il pagamento completo quando le obbligazioni sono in scadenza. Diversamente, la possibilità che la Grecia possa fallire, vuole essere scongiurata proprio attraverso la tranche di aiuti che il governo Samaras spera di ottenere dopo il buyback.
Intanto la cancelliera tedesca Angela Merkel apre all’ipotesi della cancellazione del debito della Grecia. In un’intervista a Bild am Sonntag, la Merkel ha precisato di non poter escludere che questo avvenga dopo il 2014. “Se la Grecia arriverà a uscirne con i suoi mezzi senza ricorrere a nuovi debiti, dovremo rivedere e valutare la situazione. Questo non accadrà prima del 2015, se tutto procede come previsto”, ha spiegato. “Il programma di aiuti alla Grecia in corso si estende fino al 2014. E noi abbiamo offerto due anni supplementari, fino al 2016, alla Grecia, perché possa raggiungere alcuni obiettivi di bilancio”.
E proprio nei giorni scorsi, il capogruppo delle Spd al Bundestag, Frank-Walter Steinmeier, aveva accusato il governo di aver nascosto l’”ineludibilita” della cancellazione del debito greco solo per ragioni di politica interna. Ad ogni modo, Berlino ha subito smentito la notizia: “Nessun taglio per Atene”. Il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert precisa che la possibilità di tagliare il debito greco è “un’interpretazione fantasiosa” delle dichiarazioni rilasciate dalla cancelliera. “La Merkel ha ribadito che si prenderanno in considerazione nuove misure nel 2014-2015 nel caso di necessità, ma non il taglio del debito”.
Atene, comunque, vuole iniziare il buyback per poter accedere ai 43 miliardi di euro che l’Unione e il Fmi sono pronti a versare. La cancellazione del debito, nel caso si dovesse affrontare, diventerà attuale nel 2015. Intanto sarebbe opportuno evitare il default. E sotto il Partenone stanno facendo tutto il necessario in questo senso.









