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    Crisi: lo spread e l'asta Btp ignorano il downgrade di Moody's

    (ASCA) - Roma, 14 feb - I mercati ignorano la raffica di declassamenti di Moody's sui paesi europei tra i quali l'Italia. Rimane il clima di incertezza tra gli investitori che e' alimentato dal dossier Grecia che non trova una soluzione chiara e definitiva. Ma i verdetti delle agenzie di rating non scuotono gli indici azionari e i mercati obbligazionari. L'Italia in particolare non subisce alcun contraccolpo. La borsa di Milano e' la migliore in Europa con un progresso di mezzo punto percentuale, lo spread invece rimane stabile poco sotto i 370 punti. Un nuovo successo invece il collocamento di titoli pubblici. Dopo i 12 miliardi di Bot con tassi in forte calo, il tesoro ha piazzato sul mercato Btp a 3, 5 e 10 anni. La scadenza piu' breve ha visto scendere i rendimenti al 3,41% rispetto al 4,83% dell'asta precedente. Ancor piu' significativa la discesa dei rendimenti sui Btp a 5 e 10 anni con tassi in calo, rispettivamente, al 3,77% e 4,26%. Finora le emissioni inferiori a 3 anni beneficiano del maxi-finanziamento della Bce. Le banche infatti hanno preso a prestito dall'Eurotower 489 miliardi di euro a tre anni pagando un interesse dell'1% e possono tranquillamente acquistare titoli di Stato. E' un segnale decisamente positivo che anche sulle scadenze piu' lunghe i tassi di interesse cominciano a scendere in modo sensibile. ''E' stata una buona asta - afferma un analista - il collocamento dell'Italia non ha risentito del downgrade di Moody's. Inoltre il fatto che sia stato emesso l'intero importo con una domanda forte significa che nonostante la perdurante crisi in Grecia, i mercati periferici 'non bailout' stanno trovando condizioni di emissione molto favorevoli''. Alcuni analisti inoltre osservano che il collocamento rappresenta un altro buon segnale per la componente a breve del debito italiano che continuera' ad essere ben supportata in vista del nuovo pronti contro termine triennale della Bce in programma a fine mese. Per l'asta dell'Eurotower in calendario il 29 febbraio con quantita' illimitata a tasso fisso all'1%, secondo valutazioni di mercato, si potrebbe arrivare a richieste intorno ai mille miliardi di euro. Sui Btp a tre anni il rendimento e' tornato ai livelli di aprile dell'anno scorso, prima dunque dell'acuirsi della crisi a luglio. E' andata bene anche l'asta in Spagna. Madrid ha collocato sul mercato 5,45 miliardi di euro di titoli di Stato a 12 e 18 mesi, contro un obiettivo massimo di 5,5 miliardi, con tassi in calo. Il rendimento del titolo a un anno e' sceso all'1,899% dal 2,049% dell'asta di gennaio, mentre il tasso dei bonos a 18 mesi e' calato al 2,308% dal 2,399%. La domanda per i titoli a un anno e' risultata pari a 2,27 volte l'importo offerto, in calo rispetto a 3,54 dell'ultima asta. In calo anche la domanda per i bonos a 18 mesi, 2,88 contro 3,23. Anche per la Grecia risultati apprezzabili. Atene ha piazzato sul mercato 1,3 miliardi di euro con l'emissione di titoli di stato trimestrali. Rendimenti sostanzialmente stabili al 4,61%, nella precedente asta il rendimento era stato pari al 4,64%.

     

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