Il debito dello Stato verso le imprese: 95 miliardi di euro

L'ultima rilevazione ufficiale sul debito dello stato nei confronti delle imprese era stato fatto dalla Banca d'Italia nel 2010 e la cifra calcolata era stata di 63,3 miliardi di euro (4% del PIL). Secondo Confindustria era sottostimata e aggiustò il conto a 70 miliardi. Il quotidiano Milano Finanza riporta il calcolo aggiornato, che compare in una nota di un documento della Ragioneria generale dello Stato sulla spesa pubblica: 95 miliardi di euro (94 di fatture non ancora saldate, 1 di debiti pregressi).

Il governo Monti, e in particolare il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, si sono impegnati a risolvere la questione, che è di vitale importanza per il sistema economico italiano, visto che un'impresa su tre che dichiara fallimento è costretta a farlo per via dei ritardi nei pagamenti. Il piano approntato dal governo prevede la certificazione del credito delle imprese da parte dello Stato attraverso una piattaforma online della Consip, per poi permettere alle aziende di scontare i loro crediti presso il sistema bancario o di andare in compensazione con i debiti fiscali iscritti a ruolo, oltre alla possibilità di ricevere il pagamento in titoli di Stato. Ma l'attuazione va a rilento, perché il software non è ancora pronto e dovrebbe entrare in funzione a partire da ottobre.

Ma per risolvere il problema dei pagamenti alle imprese non basta esaurire quelli pregressi, bisogna anche evitare che si creino nuovo debiti. In quest'ottica, il governo ha promesso di adottare entro il 15 novembre la direttiva europea sui pagamenti, che impone alla Pubblica Amministrazione di saldare le fatture (ovvimanente quelle future) entro 30 giorni.
Una norma sacrosanta, che darebbe liquidità alle imprese e ridurrebbe la loro necessità di ricorrere al credito presso le banche, ma che, in questo momento, potrebbe incontrare l'opposizione del Tesoro e della Ragioneria generale dello Stato, per il fabbisogno di cassa necessario a coprire questa norma, anche in virtù degli interessi di mora previsti per il mancato rispetto dei tempi di pagamento. Per questo, sembra che il Ministero dell'Economia e delle Finanze stia caldeggiando un'adozione più graduale della direttiva, che riduca progressivamente i tempi di pagamento fino ad arrivare al limite dei 30 giorni nel giro di uno o due anni.

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