Il decreto aiuti ai terremotati approvato alla Camera: imprese ed enti locali ne risentono

Con 528 voti favorevoli e nessun contrario, il decreto sisma è stato approvato ieri alla Camera. Nel testo, spiccano in maniera particolare alcuni punti: estensione dello stato di emergenza fino al 31 maggio 2013, coordinamento delle attività di ricostruzione gestito direttamente dai presidenti delle Regioni, nuove norme sull'agibilità sismica degli edifici e, in soprattutto, stanziamento di 2,5 miliardi di euro per la ricostruzione.

Queste sono le good news. Ma la sensazione che si ha, ad un'attenta lettura del testo, è quella di un decreto troppo immobile, che non muta lo status quo delle cose e che non rimargina le "crepe" di un'area con una situazione economica e lavorativa in ginocchio: con oltre 20 mila imprese, 5 mila delle quali colpite dal sisma, con la conseguente perdita di oltre 2 miliardi di euro di fatturato - 2 miliardi e mezzo di euro sembrano una cifra irrisoria, o comunque non sufficiente per rimettere in piedi una macchina che contribuiva a quasi il 2% del Prodotto interno Lordo.
Stesso discorso vale per il rinvio dei versamenti fiscali e contributivi dal 30 settembre al 30 novembre 2012. Una proroga che ha lasciato l'amaro in bocca alle imprese locali, che avevano chiesto una proroga almeno fino al 30 giugno del 2013: ora si troveranno in pochi mesi a dover riattivare velocemente le proprie attività e contemporaneamente continuare a pagare gli obblighi dei sostituti d'imposta, perchè di proroga nel testo non c'è nemmeno l'ombra. Se passerà al Senato, già dal prossimo lunedì 16 luglio le imprese dovranno versare le ritenute Irpef e i relativi contributi previdenziali ad attività ancora chiuse. La sensazione di acqua alla gola è assicurata, se ci si aggiunge un'altra richiesta non considerata dal Governo di ottenere una detrazione Ires del 50% delle spese di ricostruzione e messa in sicurezza degli edifici industriali.

Guai non soltanto per le imprese, ma anche per gli enti locali: ancora in dubbio la questione del rinvio del modello 770 - c'è il rischio che anche i Comuni inagibili dovranno pagarlo entro la fine del mese - e problemi sulla Tassa di Igiene Ambientale, che dovrà essere pagata dai Comuni che ancora l'hanno in vigore, mentre in quelli a Tarsu il pagamento è stato al momento bloccato.
E poi c'è il problema Imu. Il decreto ha previsto fino al 2104 un alleggerimento del 50% dell'aliquota per gli immobili di quei Comuni - 59 in tutto - facenti parte dell'area maggiormente coplita; esenzione piena per quegli immobili inagibili o inabitabili, a decorrere dal 1 gennaio scorso. Lo Stato intanto rinuncia alla sua quota erariale, lasciando il gettito completamente sul terrirorio. Una buona notizia per i cittadini, meno buona per i Comuni, che vedono così ridursi un'entrata nelle loro casse (le entrate previste dall'Imu non superano il 10%) e che continuano a chiedere una deroga da 50 milioni al Patto di stabilità. Nel frattempo, resta la deroga cumulativa di cinque milioni di euro per tutti i 34 Comuni.

In linea di massima, c'è però una leggera soddisfazione per questo decreto, anche da parte del governatore della Regione Emilia Vasco Errani, che continua tuttavia a richiedere "una legge nazionale adeguatamente finanziata, capace di rispondere anche ale diverse questioni rimaste irrisolte con il provvedimento varato dalla Camera". Questioni che rimarranno in questo caso irrisolte, a meno che la votazione al Senato non porti qualche novità. Ma dopo la fiducia posta dal Governo alla Camera, non si prevedono grandi innovazioni.


Sisma Emilia, patto fra aziende: noi ci siamo ma governo ci aiutiCavezzo, (TMNews) - In Emilia Romagna il terremoto ha distrutto case, chiese e vite, ma non affosserà il futuro delle persone, futuro che deve ripartire soprattutto dal lavoro. E' il segnale forte che lanciano le aziende della Bassa Modenese stringendo un patto e promettendo di non lasciare il territorio. Per farlo chiedono un aiuto concreto al governo, come ribadiscono con forza in un incontro a Cavezzo, sotto una tensostruttura, alla presenza anche dei sindaci dei Comuni della zona. Alberto Mantovani è un

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