Il decreto sulle liberalizzazioni approvato venerdì scorso sta scatenando proteste feroci. I tassisti hanno lasciato a piedi l’Italia, i farmacisti minacciano scioperi come i benzinai. Senza dimenticare gli avvocati e tutte quelle categorie professionali che vengono toccate dalle nuove norme varate dal governo Monti. Ma tra le tante, una certamente farà piacere a chi ha meno di 35 anni di età. Si tratta della possibilità di aprire una società a responsabilità limitata versando un solo euro di capitale sociale. Senza spese notarili e con nessuna imposta di bollo.
Il decreto modifica, nello specifico, il codice civile nella parte relativa al libro quinto capo settimo dedicato alle società a responsabilità limitata introducendo una nuova forma di Srl semplificata. E’ a tutti gli effetti un soggetto giuridico al pari di una Srl tradizionale, sia ben chiaro, solo che costerà meno costituirla. Tanto per cominciare il capitale sociale, simbolico, deve essere minimo di 1 solo euro, invece che 10 mila come previsto per una società a responsabilità limitata comune senza l’obbligo di versare in banca almeno il 25% del capitale, come forma di tutela.
Ovviamente, però, bisogna rispettare alcuni requisiti. Il primo, come già detto, è quello anagrafico. Possono accedere al regime agevolato della Srl semplificata solo le persone fisiche che alla data della costituzione abbiano meno di 35 anni di età e può essere avviata anche da un solo socio. Questo significa che anche i neo professionisti che iniziano la propria attività potranno optare per questo modello.
Le nuove norme saranno veicolate nell’articolo 2463 bis e cesseranno di esistere quando anche solo uno dei soci compirà il trentaseiesimo anno d’età. In questo caso c’è la facoltà di trasformare la società in una diversa società di capitali, anche senza il socio che non rispetta più i requisiti d’età. Ma non è prevista, invece, la possibilità di trasformare la società semplificata in una società di persone.
Quindi che fare per avviare una nuova Srl semplificata? Per prima cosa, notaio addio. Non servirà, infatti, recarsi in uno studio notarile per l’atto costitutivo della società e questo, tradotto in euro, vuol dire non spenderne come minimo due mila di parcella. Il risparmio deriva dal fatto che grazie a questo regime facilitato non si devono più stimare le spese di impianto, come invece accade per formare una Srl tradizionale con capitale minimo. Questi costi si sommavano alla parcella del notaio che unita al capitale sociale di partenza diventava un ostacolo insormontabile per la maggior parte di giovani imprenditori che magari avevano pure un’idea brillante, ma non i soldi necessari. Il passaggio in Camera di Commercio per iscriversi al registro delle imprese, insomma, è più rapido.
Il taglio delle spese, però, non si ferma qui. Per queste nuove Ssrl (Società semplificata a responsabilità limitata), anche le future modifiche dello statuto non necessiteranno più dell’atto pubblico dal notaio, ma basterà una comunicazione telematica al registro delle imprese mediante la procedura della Scia, ad esempio. E non saranno dovuti neppure i bolli o tasse di registro iniziali che nell’atto pubblico erano richieste e che facevano gonfiare a dismisura le incombenze economiche degli aspiranti imprenditori.
A conti fatti, i vantaggi gli under 35 sono evidenti. L’intenzione dell’esecutivo Monti è quella di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, cercando di eliminare quelle fastidiose barriere di natura burocratica e cancellando i costi in fase di start-up. Una buona opportunità per i neo professionisti che intendono avviare la propria attività sia da soli che con altri soci. Almeno finché non compiono 36 anni. C’è anche da dire, però, che le agevolazioni si fermano solo al livello amministrativo. Non c’è traccia di un regime fiscale di favore, per esempio, per questi nuovi soggetti giuridici, che avrebbe portato benefici sul lungo termine e non solo nella fase iniziale. In ogni caso, un buon punto di partenza.

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