L'ultima settimana del mese di novembre è partita con il vento in poppa per le Borse europee che già in mattinata si sono posizionate in territorio ampiamente positivo. Nel pomeriggio gli indici del Vecchio Continente hanno ulteriormente allungato il passo grazie agli spunti positivi arrivati dall'opposta sponda dell'Atlantico. A fine giornata così il Ftse ha chiuso in progresso di circa due punti, preceduto dal Cac40 (Parigi: notizie) e dal Dax30 che si sono apprezzati rispettivamente del 2,25% e del 2,44%.
Bene (Vienna: BENE.VI - notizie) anche Piazza Affari dove l'indice Ftse Mib, pur penalizzato un pò dallo stacco cedola di alcune blue chips, si è spinto in avanti, fermandosi a 22.956 punti, con un vantaggio dell'1,98%, dopo aver toccato un massimo a 23.010 e un minimo a 22.636. Quest'ultimo valore è stato segnato in apertura, con un piccolo gap-up rispetto al close di venerdì scorso in area 22.500.
Dopo quattro sedute consecutive di ribassi l'indice delle blue chips riesce così a dare vita ad una prima reazione, peraltro piuttosto significativa, almeno in termini di ampiezza percentuale. Sotto il profilo grafico infatti il movimento odierno non ha apportato grandi cambiamenti al quadro delineatosi nelle ultime giornate. Il recupero cui abbiamo assistito quest'oggi dovrà essere non solo confermato ma seguito da ulteriori acquisti nel breve. L'indice ha infatti bisogno di recuperare alcune soglie di prezzo importanti, in primis l'area dei 23.000 punti, marginalmente violata quest'oggi. Ancor più importante sarà la riconquista dei 23.300 prima e dei 23.500 in seguito, oltre i quali si potrà sperare in un allungo verso i 23.700/23.800. Qualora il Ftse Mib dovesse riuscire a forzare anche questa resistenza, allora saranno da mettere in conto recuperi di più ampia portata con un probabile ritorno sui massimi dell'anno in area 24.500.
Lo scenario rimarrà incerto se il mercato non darà vita da subito ad un allungo, mantenendosi al di sotto dei 23.000 punti. In tal caso sarà bene prepararsi ad un ritorno delle vendite, con possibili ripiegamenti in direzione dei 22.600 in primis, corrispondenti ai minimi di oggi.Ben più negativa sarà la violazione dei 22.400, minimi di venerdì scorso, oltre i quali l'attenzione si sposterà sul bottom relativo dei 22.000/21.800 punti.
Intanto la corsa odierna potrebbe essere seguita da qualche presa di profitto almeno in avvio domani, quando le contrattazioni saranno influenzate anche dalle indicazioni che giungeranno dopo la chiusura di Wall Street dai risultati trimestrali di Hewlett-Packard.
Per le novità attese sul fronte macro americano, segnaliamo che domani si conoscerà l'indice S&P Case-Shiller che in riferimento al mese di settembre dovrebbe mostrare una variazione negativa del 9,2%, in recupero rispetto alla contrazione dell'11,3% precedente. Per il dato definitivo del Prodotto Interno Lordo del terzo trimestre si prevede una crescita del 3%, in frenata rispetto al 3,5% dell'indicazione preliminare, ma in netto recupero in confronto alla variazione negativa dell'1,2% dei tre mesi precedenti.
Per la fiducia dei consumatori si novembre è prevista una lettura pari a 47 punti, in calo rispetto ai 47,7 della rilevazione precedente.
In Europa l'attenzione sarà catalizzata dalla Germania dove sarà diffuso l'indice IFo di novembre per il quale le attese parlano di un dato pari a 92,5 punti, in crescita rispetto ai 91,9 del mese precedente.
A Piazza Affari suggeriamo di seguire STM che potrebbe risentire dei risultati che saranno diffusi in serata da Hewlett-Packard visto che gli stessi potrebbero condizionare l'andamento dell'intero settore di riferimento in Europa.
Da monitorare anche Fiat (Milano: F.MI - notizie) per vedere se li titolo sarà capace di confermare gli spunti rialzisti inviati quest'oggi dopo il netto calo di venerdì scorso.
Possibili movimenti sono attesi anche su Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) dopo il via libera del Consiglio di Gestione di quello di Sorveglianza alla proposta di attribuzione al primo della facoltà di emettere obbligazioni convertibili per un importo massimo di 1 miliardo di euro.