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ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Mr. Draghi e Mr. Monti visti dall'estero

    L'immagine che i media stranieri danno dei due "super Mario"

    Chi è più credibile di un professore? Che l’immagine internazionale della povera Italia sia stata un po’ maltrattata negli ultimi mesi, è cosa già detta. Trita e ritrita. Ma non appena Mario Monti è stato nominato premier, nel borsino della credibilità europea e mondiale, le quotazioni del Bel Paese sono schizzate in alto. Riscattata per la gran parte della stampa estera, la reputazione italica deve riguadagnare fiducia. E, sia ben chiaro, non solo per un vezzo puramente estetico, ma perché la credibilità al cospetto della comunità internazionale ha un fortissimo impatto sull’economia.

    E già, sempre qui si finisce a parare. I soldi, la crisi e la ripresa. Mario Monti è stato investito dell’infausto compito di “salvare l’Italia” e, per i più ottimisti, di pareggiare il bilancio come richiesto dall’Europa entro il 2013. Il Primo Ministro italiano, in Europa, gode di totale rispetto. Il motivo è da ricercarsi nella sua storia professionale. La sua biografia è abbastanza famosa, in pillole giusto un assaggio: si laurea alla Bocconi a soli 22 anni, parte per Yale e torna in Italia nel 1969 per insegnare nelle Università di Trento e Torino. Tra i vari incarichi, proseguendo l’ascesa professionale, dal 1999 al 2004 rivestì il ruolo di commissario europeo alla Concorrenza, su mandato del governo D’Alema, nel quinquennio precedente fu commissario al Mercato Interno per primo governo Berlusconi. Poi nel 2004 torna in Italia, rientrando in Bocconi. 

    La sua reputazione nella comunità europea, quindi, si formò proprio quando ricoprì incarichi in Belgio. E a essere sinceri, prima che Monti diventasse Capo del governo, i rapporti con Germania e Francia non è che fossero dei migliori. Questo perché, da commissario, alla Germania ha imposto di levare la garanzia statale esplicita sulla casse di risparmio e alla Francia ha imposto di vendere certi asset strategici della Alstom (il grande gruppo industriale francese di costruzioni meccaniche) prima di nazionalizzarla. Insomma anche per decisioni non propriamente popolari, il professor Monti gode di grande considerazione nei salotti politici europei. A proposito di Europa, ecco una riflessione: “I passi avanti dell’Europa sono cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario”, ha detto a margine del discorso alla Bocconi, poco tempo fa. In altre parole, ogni Paese dovrebbe cedere la sovranità politica dopo quella monetaria.

    L’immagine che i media esteri danno di Monti è sempre all’insegna della credibilità. “Per la prima volta gode della più grande maggioranza mai ottenuta da un governo dopo la nascita della Repubblica”, scriveva l’autorevole Le Monde il 17 dicembre scorso. “Ma la crisi della zona euro e il rischio di default – si continua a leggere - in cui incorre l’Italia hanno dato a Mario Monti dei margini di manovra ben più ampi di quelli che lasciava sperare questa alleanza inedita e potenzialmente precaria”. E le lodi per il “nuovo” che Monti rappresenta si leggono anche su altri siti finanziari internazionali, come Marc to Market che parla di una presenza estera che “è altrettanto importante se non di più. Quella di Monti è tra le prime voci autorevoli che cercano di contrastare la Germania. In particolare, diplomaticamente sta spingendo la Germania a riconoscere che le nazioni creditrici devono fare di più”. Questo grazie anche alle tante missioni che il Capo del governo sta svolgendo all’estero, come i ripetuti incontri con la Merkel o con Sarkozy, con l’intento di mettere al riparo la moneta unica dai rischi di questi tempi difficili.

    Ma Mario Monti non è l’unico a migliorare la nomea italica oltre confine. Ci pensa anche Mario Draghi. E il fatto che il nome di battesimo sia lo stesso, in questo caso, non pare proprio un caso. Governatore della Banca d’Italia dal 2006 fino a cento giorni fa, quando è diventato presidente della Bce. Il Financial Times lo ha recentemente definito un “hawk”, che tradotto significa sia falco ma anche avvoltoio. “A Draghi non va bene questo stereotipo – si legge nel pezzo del Financial Times – e la sua mera esistenza  potrebbe influenzare le sue decisioni, spingendolo a dimostrare le sue tendenze simili a quelle di un tedesco”. Una personalità forte, insomma, legata al ruolo di banchiere italiano e con un forte legame con la Germania, non solo perché la sede della Bce è a Francoforte. La scelta della Banca Centrale di non aumentare il prezzo del denaro, lasciandolo fermo all’1%, ha avuto come risultato quello di dare un po’ di respiro ai tassi di interesse nelle ultime aste pubbliche del Tesoro italiano, le scorse settimane.

    Un giudizio secco anche sulle agenzie di rating e sul recente declassamento di S&P della Francia e dell’Italia: “La cosa migliore da fare”, ha detto nei giorni scorsi, “è quella di imparare a vivere senza le le agenzie di rating, oppure non affidandosi meccanicamente ai loro giudizi”.
    Mario Monti e Mario Draghi, il presidente del Consiglio e quello della Bce. Stesso nome e, forse, stessa grande sfida: salvare l’Italia dall’incubo default. Prima, però, facendole riacquistare il prestigio internazionale che merita.

     
    • lupettoblu  •  3 mesi fa
      intanto sarkozy ha meno da ridere... toccherà anche alla damigiana tedesca
    • Sandribus  •  3 mesi fa
      Gli unici che ridacchiano (verde) sono quelli di una parte politica che si trova spiazzata dal fatto che finalmente c'è gente seria al governo. L'unica cosa incomprensibile dell'articolo invece riguarda la confusione fra avvoltoio e falco, che non c'è in italiano come non c'è in inglese.
    • Vale  •  3 mesi fa
      Comunque Merkel , Sarkozy ed altri ridacchiano delle riforme di questo governo. Tutti ironicamente si domandano se l'economia italiana si basa su: tassisti, notai e farmacisti ? Queste sarebbero le riforme per stimolare lo sviluppo ?
    • Nando  •  3 mesi fa
      Nel corso degli ultimi anni abbiamo solo fatto sorridere gli altri europei: pare che ora sia
      arrivato il momento di prenderci il ruolo che ci spetta.
    • mauro s  •  3 mesi fa
      In conclusione: se ti fai qualche escort di tanto in tanto sei un cattivo, se ti fai qualche banca e tutti gli italiani sei un falco. Grande! Ora abbiamo finalmente un esempio concreto da seguire: fregare tutti gli italiani è sinonimo di bravura e serietà, quindi se frego tutti gli italiani evadendo le tasse posso essere coerentemente considerato bravo e serio ed aspirare a qualche ruolo dirigenziale alla UE o a Roma? Di certo la compagnia non mi mancherebbe ...