La notizia degli ultimi giorni è ancora la bocciatura da parte dell'agenzia di rating Moody's della Germania, che ha abbassato l'outlook del Fondo salva Stati da stabile negativo, confermando comunque il rating Tripla A.
Una decisione presa in previsione dell'andamento sempre più catastrofico della zona Euro, che andrebbe a ricadere sui principali paesi del Fondo - Germania,Lussemburgo e Olanda - che pesano rispettivamente il 29,1%, il 6,1% e lo 0,3% nel pool dei paesi che sono alla base della garanzia del fondo.
Ma cosa è l'Efsf - e di conseguenza l'Esm - di cui si sente tanto parlare ultimamente, e quale è il loro scopo?
Il Fondo europeo di stabilità finanziaria ( in inglese European Financial Stability Facility,EFSF) è uno speciale mandato creato dai 27 Stati membri il 9 maggio 2010, in seguito alla crisi economica del 2008. Lo scopo di tale mandato è quello di salvaguardare la stabilità finanziaria in Europa, favorendo aiuti finanziari agli stati dell'area Euro. E' una vera e propria società, registrata in Lussemburgo, che oltre ad elargire prestiti agevolati ai paesi con difficoltà finanziarie, emette obbligazioni o altri strumenti di debito per ricapitalizzare le banche e intervenire nei mercati sul debito primario e secondario. L'accesso ai finanziamenti avviene solo nel caso in cui il paese richiedente è impossibilitato a pagare il proprio debito a tassi accettabili, una condizione che viene valutata e approvata in seguito ad un negoziato tra Bce, Fmi e la Commissione europea.
Il Fondo salva stati, così comunemente definito, è sostenuto da impegni di garanzia da parte di tutti gli Stati dell'area dell'euro per un totale di 780 miliardi ed ha una capacità di prestito di 440 miliardi. Tra i paesi che hanno usufruito di un prestito dal Fondo ci sono Portogallo, Irlanda e ultima la Grecia: proprio per questo motivo, il Efsf potrà terminare il proprio mandato solo dopo aver pagato tutte le obbligazioni in essere pari a 200 miliardi. In caso contrario, il fondo avrebbe dovuto cessare il suo mandato nel 2013.
La differenza con il vecchio fondo sta proprio nella gestione, che in questo caso è affidata ai ministri delle Finanze dei paesi membri, che decideranno sull'erogazione a maggioranza qualificata (anzichè all'unanimità), sotto la supervisione del Commissario agli Affari Economici e del governatore della Bce. Questo nuovo meccanismo andrà ad implementare il vecchio come copertura dai rischi di rifinanziamento degli stati e preservare l'aumento dei rendimenti dei titoli pubblici, attribuendo agli stessi la possibilità di acquistare titoli di debito pubblico sul mercato secondario, per conto della Banca centrale europea. In poche parole, gli stati membri diventano veri e propri azionisti sulle proprie emissioni obbligazionarie.
L'Esm è effettivamente operativo già attraverso il salvataggio delle banche spagnole. Con un capitale iniziale di 700 miliardi, i titoli emessi dall'Esm avranno priorità di rimborso sui titoli di debito nazionali degli stati finanziati, risultando quind essere meno rischiosi di per sé e non perché coperti da garanzia altrui.


