La vigilanza unica bancaria sarà affidata alla Banca centrale europea a partire dall’anno prossimo. L’accordo tra i leader europei è stato raggiunto dopo oltre 10 ore di discussioni, e al termine dell’ennesimo braccio di ferro tra Francia e Germania, nel vertice di Bruxelles. “L’obiettivo è di avere un accordo sul quadro legislativo entro il primo gennaio 2014 – si legge nella nota a margine del vertice – una volta concordato, il meccanismo potrà probabilmente essere effettivamente operativo nel corso del 2013”.
I tempi, come previsto, si allungano. Solo dall’anno prossimo sarà possibile una ricapitalizzazione diretta delle banche da parte dell’Esm (Meccanismo europeo di stabilità), i cui criteri operativi saranno fissati dai ministri delle Finanze. “Abbiamo deciso di precisare il calendario”, ha commentato il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy “e la Bce si è impegnata a lavorare più velocemente possibile per un’entrata in vigore del meccanismo nel corso del 2013”.
E’ stato un vertice in cui le decisioni operative sono state rimandate. I tempi e i modi con cui il nuovo sistema di vigilanza bancario dovrà funzionare, sono ancora da definire. “Ci vorrà del tempo, non di certo uno o due mesi”, ha commentato la cancelliera tedesca Angela Merkel. “Il progetto è molto ambizioso ma la qualità è più importante della rapidità, perché l’obiettivo è una supervisione bancaria degna di questo nome”. Per questo, “non potrà cominciare il suo lavoro nella pratica il primo gennaio e sarà operativa nel corso del 2013”, ha aggiunto la Merkel che ha concluso il suo intervento, ribadendo che “il meccanismo di supervisione bancaria entro il primo gennaio 2013 sarà affidato ai ministri delle Finanze”.
E anche per la Francia non era possibile procedere più rapidamente. “Non ci sono stati compromessi sul calendario”, è il commento del presidente francese, Francois Hollande “ci siamo trovati sulla stessa strada ma non era possibile procedere più spediti di così”. Insomma, una tappa importante nella quale, però, non è stata discussa l’ipotesi, caldeggiata inizialmente da Berlino, di nominare un supercommissario europeo con la facoltà di veto sui bilanci nazionali: “E’ una possibilità rispettabile, ma non è stata discussa in questa sede”, ha aggiunto Hollande.
Contrario all’ipotesi del commissario unico europeo è anche Mario Monti che ha spiegato come “questo tema è stato appena accennato, il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, ha chiarito come già il commissario e vice presidente per gli Affari economici e monetari abbia dei poteri speciali per la presa delle decisioni all’interno della Commissione, che in effetti spesso superano quelli mitizzati del commissario alla Concorrenza”. In passato se ci sono stati dei problemi “non sono stati causati dalla debolezza delle decisioni prese dalla Commissione – ha rincarato il premier italiano - ma, piuttosto, dall’approvazione del Consiglio”.
Non poteva mancare nelle discussioni del vertice di Bruxelles il capitolo Grecia. I 17 leader hanno affermato di aspettarsi che la “Grecia prosegua con le riforme di bilancio e strutturali per assicurare una rapida attuazione”, in attesa che il dialogo tra governo ellenico e troika (Commissione europea, Bce e Fondo monetario internazionale) raggiungano un accordo sulle politiche a sostegno del programma di aggiustamento. Mentre per quanto riguarda la Spagna “non è stata ancora presa nessuna decisione” sulla richiesta di nuovi aiuti che in molti danno per imminenti.
Altro tema caldo nella riunione di Bruxelles è stata la Tobin Tax che il presidente francese vorrebbe già dal primo gennaio. “Abbiamo sempre trovato soluzioni di convergenza sulle questioni sostanziali”, gli fa eco Angela Merkel. Ma la Gran Bretagna non ci sta. Da sempre contraria alla tassa sulle transazioni finanziarie che costerebbe tantissimo alle società della City, David Cameron ha minacciato il veto sul bilancio pluriennale 2014-20120: “Se dovesse essere inaccettabile per il Regno Unito, diremo no”.









