L'ad del Lingotto: ''Siamo pronti a confermare tutti i nostri impegni per l'Italia''. (ASCA) - Milano, 17 gen - ''Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) dichiarazioni dei politici italiani di ieri su Melfi sono oscene''. Cosi (NasdaqGM: COSI - notizie) ' l'amministratore delegato della Fiat (Milano: F.MI - notizie) , Sergio Marchionne, dopo le polemiche seguite alla decisione del Lingotto di mettere in cassa integrazione per due anni gli operai dello stabilimento lucano. ''Puo' darsi che non abbiano capito di cosa stiano parlando'', ha aggiunto Marchionne al 'Quattroruote Day' al Palazzo della Borsa di Milano, riferendosi in particolare a Nichi Vendola: ''La Fiat e' qui da 114 anni. Sel 114 anni fa non c'era, e nemmeno la Fiom''. Marchionne ha chiarito che fermare la produzione dello stabilimento di Melfi e' praticamente una mossa obbligata, proprio come accaduto a Toledo, fabbrica rimasta chiusa per un anno. ''E' assolutamente normale - ha spiegato - uno che capisce il minimo, sa benissimo che per passare dalla produzione di una vettura all'altra deve ristrutturare lo stabilimento''. Percio', ha insistito Marchionne, ''non ho scelta, perche' devo cambiare i macchinari, le istallazioni e i robot. Non e' che faccio i panini''. Marchionne ha sottolineato di parlare da imprenditore e industriale: ''Non voglio entrare in discorsi di politica, perche' non e' il mio mestiere. In questo paese abbiamo trovato ostacoli enormi per adeguarci alla richiesta mondiale di competitivita'. L'unica mia richiesta e' di prendere collettivamente l'impegno di colmare finalmente il divario tra noi e gli altri e di non vergognarci di essere italiani''. ''Gia' nei prossimi 3-4 anni - ha detto - e' previsto un pieno impiego di tutti i nostri lavoratori in Italia. Siamo pronti a confermare tutti i nostri impegni per l'Italia''.''Oggi - ha aggiunto - Fiat e' un'industria aperta e globale, ma intendiamo fare la nostra parte per l'Italia''. Per il mercato dell'auto il 2013 non sara' ''niente di eccezionale'', perche' sara' un esercizio ''piu' o meno come il 2012''. ''Ci stiamo costruendo una posizione in Cina in maniera molto aggressiva e siamo i piu' grandi in America Latina'', ha detto Marchionne spiegando che pero' i volumi ''li vedo piu' o meno come nel 2012, anzi - ha sottolineato - c'e' la possibilita' che scendano un po'''. Fiat, ha assicuarto, ''non chiudera' nessuna fabbrica'' a differenza di ''altri che in Europa lo hanno fatto''.
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