Fiat risale la china. I prossimi mesi però potrebbero essere non facili per il gruppo

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Quotazioni e grafici

CodicePrezzoVariazione
F.MI8,15-0,13
Grafico FIAT
MB.MI7,66+0,12
Grafico MEDIOBANCA
UBSN.VX13,40-0,76
Grafico UBS N
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- lunedì, 23 novembre 2009 - 20:04 CET

Anche quest'oggi a Piazza Affari i riflettori sono rimasti accesi su Fiat (Milano: F.MI - notizie) che già nella seduta di venerdì scorso aveva catalizzato l'attenzione degli operatori. In chiusura della scorsa ottava le azioni del Lingotto hanno lasciato sul parterre quasi cinque punti percentuali, sulla scia del downgrade arrivato da Ubs (Virt-X: UBSN.VX - notizie) che avuto tanta eco sul mercato. La pesante flessione di venerdì scorso è stata in buona parte recuperata quest'oggi, quando in soccorso di Fiat è arrivato un report di Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) . Il titolo ha vissuto così una seduta in crescendo, terminando gli scambi a ridosso dei massimi odierni, fermandosi a 10,36 euro euro, con un rally del 3,5% e oltre 25 milioni di azioni passate di mano a fine sessione.
Come anticipato poc'anzi, le azioni del Lingotto hanno trovato sostegno quest'oggi nelle positive indicazioni arrivate da Mediobanca. Gli analisti hanno confermato la raccomandazione “outoperform” su Fiat, alzando il prezzo obiettivo da 14,5 a 15 euro. Gli esperti di Piazzetta Cuccia puntano l'attenzione su Chrysler, segnalando che il nuovo piano industriale del gruppo americano, presentato di recente, ha degli obiettivi molto ambiziosi ma raggiungibili.
Mediobanca è altresì convinta che il titolo dovrebbe beneficiare del newsflow positivo in arrivo, con riferimento in particolare ai risultati del quarto trimestre che dovrebbero riservare sorprese sul piano della generazione di cassa. Da non sottovalutare anche il nuovo piano industriale del Lingotto nel quale si dovrebbe puntare l'attenzione sul lancio di nuove vetture e sulle sinergie con Chrysler.
Buone notizie quest'oggi sono arrivate anche da Banca IMI che suggerisce ancora di acquistare Fiat con un target price a 14,4 euro. Gli analisti si soffermano sulle ultime dichiarazioni di Marchionne il quale ha fatto sapere che in futuro non sarà facile mantenere aperti tutti gli stabilimenti presenti in Italia. Gli esperti ritengono che il tasso di utilizzo dei sei impianti nel Belpaese sia pari al 60%/65%, segnalando che l'output complessivo è pari a quello realizzato da una sola fabbrica in Brasile. Una decisione in merito all'eventuale chiusura di alcuni impianti in Italia sarà comunque presa solo dopo che verrà chiarita la questione relativa al rinnovo degli incentivi statali.
Più cauta la view di Centrobanca che venerdì scorso ha reiterato la raccomandazione “hold” su Fiat, con un fair value a 10,8 euro. Quest'ultimo obiettivo, che giustifica il rating “hold” visto il limitato spazio di upside, viene indicato assumendo che Chrysler raggiunga i target del piano industriale presentato a inizio mese.
E dalla cautela di Centrobanca si passa alla neutralità di Ubs che proprio venerdì scorso ha bocciato Fiat, tagliando la raccomandazione da “buy” a “neutral” e riducendo il prezzo obiettivo da 12 a 11 euro. La bocciatura non è però senza appello, visto che la banca elvetica continua a vedere del valore nel processo di trasformazione che sta interessando il Lingotto. Anche per questo motivo sarebbe sbagliato non avere il titolo in portafoglio, sebbene la banca elvetica ipotizzi ora un minor valore della quota in Chrysler e meno spazi per eventuali sorprese sul piano del turnaround aziendale.
Non si sbilancia su Fiat neanche il Credit Suisse che proprio quest'oggi ha rimosso il titolo dalla sua Europe Focus List, in seguito alla performance messa a segno rispetto al settore di riferimento a partire dagli inizi di settembre. La raccomandazione sulle azioni del Lingotto resta invariata a “market weight” con un prezzo obiettivo a 13 euro.
L'idea del Credit Suisse è che per vedere il vero valore di Fiat si debba guardare a CNH e alle attività brasiliane, tenendo presente che per la banca elvetica i fondamentali della controllata a stelle e strisce sono sottovalutati.
In generale il Credit Suisse suggerisce di puntare sui produttori di auto che hanno una minore esposizione al mercato dell'Unione europea, scommettendo piuttosto su quelli maggiormente esposti negli Stati Uniti. Questo perchè in Europa la domanda privata è stata alimentata in maniera artificiale dal piano di incentivi alla rottamazione. L'interruzione di tali programmi avrà sicuramente un impatto negativo e potrebbe sorprendere a tal punto da indurre ad un atteggiamento più cauto nei confronti del settore delle quattro ruote.
Infine, a richiamare l'attenzione su Fiat quest'oggi ci ha pensato anche Fitch che ha diffuso un report sul settore auto a livello mondiale. L'agenzia di rating ritiene che il Lingotto dovrà affrontare non poche sfide nel 2010, con riferimento alle incertezze e alle prospettive di una debole crescita nel mercato dei camion, dei macchinari per l'edilizia e per l'agricoltura nel 2010. Fitch è altresì convinta che nel primo semestre del prossimo anno si possa assistere ad una stabilizzazione di alcuni degli outlook assegnati alle società automobilistiche.