(ASCA) - Roma, 21 mag - La pressione fiscale sugli stipendi in Italia e' la piu' alta d'Europa. Lo afferma la Cgia di Mestre che ha misurato l'incidenza delle tasse e dei contributi previdenziali sullo stipendio medio di un operaio e di un impiegato italiano, con il risultato che il prelievo fiscale supera della meta' gli stipendi e i salari lordi degli italiani. Nel dettaglio, considerando un operaio occupato nell'industria con uno stipendio mensile netto di 1.226 euro, la Cgia di Mestre calcola che costa al suo titolare ben 2.241 euro. Questo ultimo importo e' dato dalla somma della retribuzione lorda (1.672 euro) e dal prelievo a carico del datore di lavoro (pari a circa 568 euro). Le cose non vanno meglio nemmeno ad un ipotetico impiegato che lavora in una azienda industriale che porta a casa 1.620 euro mensili netti. Al suo datore di lavoro costa ben 3.050 euro. Questa cifra e' data dalla somma tra la retribuzione lorda (2.312 euro) e il prelievo a carico del suo titolare (738 euro). ''Bisogna abbassare il carico fiscale e contributivo sui salari e gli stipendi - commenta il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi -. Qualcosa il Governo Monti ha fatto, ma bisogna fare di piu'. Solo lasciando piu' soldi in tasca agli italiani abbiamo la possibilita' di rilanciare i consumi''.
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