(ASCA) - Roma, 13 feb - Lo scorso anno sono state aperte circa 535 mila partite Iva, con una flessione del 4,8% rispetto al 2010. Sono i numeri dell'Osservatorio sulla partite Iva diffusi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il 43,6% delle aperture e' stato effettuato nelle regioni settentrionali, il 22,5% al Centro ed il 33,9 al Sud ed Isole. La flessione, rispetto al 2010, ha interessato tutte le regioni, tranne la Calabria, ed e' stata piu' marcata al Centro-nord: Val d'Aosta e Sardegna hanno accusato un calo superiore al 10%, il Molise e' rimasto praticamente immutato. La meta' delle nuove partite Iva ha riguardato il settore dei servizi pubblici e privati, nell'ambito del quale si distinguono le attivita' professionali (14,2% del totale) e l'alloggio-ristorazione, ma e' il commercio la sezione piu' interessata dalle aperture, con il 23,6% del totale; notevole anche la quota del settore edilizio. Il confronto con l'anno precedente evidenzia una flessione leggermente piu' sostenuta per il settore industriale (-8,7%) e solo due sezioni rilevanti in aumento: le attivita' di gestione rifiuti-forniture idriche (+6,7%) ed alloggio-ristorazione (+1%). La distribuzione per natura giuridica mostra che il calo del numero delle aperture ha coinvolto tutte le principali forme giuridiche ed e' stato piu' sensibile per le societa' di capitali; la composizione percentuale delle aperture evidenzia la quota preponderante delle persone fisiche (72,7% del totale), seguite dalle societa' di capitali, cui appartiene il 18% delle aperture. Le persone fisiche hanno aperto nel 2011 circa 389 mila partite Iva, con una flessione di oltre il 3% rispetto all'anno precedente; il calo ha riguardato tutte le classi di eta', ad eccezione dei giovani fino a 35 anni; all'opposto, la classe di eta' piu' avanzata registra il calo piu' marcato, quasi il 10%. La classe piu' giovane ha inoltre effettuato il 48% di tutte le aperture. I maschi hanno aperto il 64,7% delle partite Iva e l'eta' media delle nuove partite Iva e' leggermente piu' bassa per le femmine, in quanto esattamente meta' delle aperture a loro riferibili e' stata effettuata dalla classe piu' giovane, contro il 46,8 dei maschi.


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