I leader europei sono impegnati nel mantenere sia l'euro che l’Eurozona così come sono. Ma per fare questo, tutto deve cambiare, come suggerisce la citazione dal meraviglioso romanzo italiano del 1958, "Se vogliamo che tutto rimanga come è, tutto dovrà cambiare", da Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Non è un compito facile, in quanto nessuno di loro vuole un cambiamento che abbia un impatto negativo verso il proprio paese. Ma, come vedremo, non c'è cambiamento che permetterà che tutto rimanga uguale e che non abbia un impatto severo su tutti.
Guardiamo alle opzioni effettivamente disponibili, cioè le scelte definite da qualcuno “il menu del dolore”. Vi offrirò alcuni punti di riferimento da osservare lungo il percorso, e terminerò con un mio suggerimento su ciò che l'Europa dovrebbe fare.
Scelte, Debito e l’Endgame Sappiamo che le scelte che facciamo oggi sono vincolate dalle scelte che abbiamo fatto in passato, e che le scelte che faremo in futuro saranno limitate dalle scelte che facciamo oggi. L'Europa ha scelto di creare una zona di libero scambio, e poi alcuni dei paesi hanno incominciato a chiudersi nel “gold standard” di una moneta unica, abbandonando la possibilità di regolare eventuali squilibri nella loro economia effettuando degli aggiustamenti di cambio delle proprie valute.
I tassi di interesse per la parte del sud d'Europa erano scesi a dei livelli che non erano mai stati disponibili per loro, e quei paesi hanno reagito prendendo a prestito somme sempre più crescenti di denaro per finanziare la spesa corrente. Poi è arrivata la crisi del credito, e i bilanci sono andati semplicemente fuori controllo, così i debiti hanno incominciato a raggiungere dei livelli che hanno spinto i mercati obbligazionari nel chiedere tassi sempre più elevati, in quanto le preoccupazioni su possibili default di debiti governativi hanno incominciato a salire.
, Questo problema è stato aggravato dal fatto che alle istituzioni bancarie europee è stato permesso di effettuare leva sugli acquisti di debito governativo per valori pari a 30 o 40 volte rispetto al loro reale capitale. Questo significa che anche un default di un piccolo paese ha potenzialmente delle enormi conseguenze. Appena è apparso chiaro che la Grecia era in difficoltà, i leader europei all'inizio hanno pensato che alla Grecia era necessario dare un po' di tempo, in quanto avrebbe potuto mettere il proprio deficit di bilancio sotto controllo e poi accedere di nuovo al mercato obbligazionario.
Nell'estate dello scorso anno, dopo aver tremato per circa 40 e rotti summit, ha iniziato ad aleggiare nei leader europei che quella che avevano tra le mani non era una crisi di liquidità di breve termine, ma una crisi di solvibilità. Un aspetto che numerosi commentatori avevano sottolineato loro per un bel po' di tempo. E appena la Grecia ha iniziato ad essere scossa e spinta verso la strada “dell'austerità”, l'atto stesso di tagliare il deficit ha spinto il paese in recessione, il che ha abbassato le entrate fiscali e aumentato le spese, ponendo ancora più lontano l'obiettivo di un bilancio in pareggio. Dobbiamo subito notare che questo non è solo un problema greco. I tagli "draconiani" della Spagna hanno fatto sì che il loro obiettivo di disavanzo del 6% per quest'anno è stato questa settimana alzato ad un più probabile 8%, rendendo ancora più difficile il tornare alla parità.
Paese dopo paese, questo è l'Endgame. E' la fine del Superciclo del debito. Il debito è cresciuto a dimensioni tali che non può più essere sostenuto. Il mercato non presterà più soldi se non a condizioni che questi si possono permettere, e qualsiasi tentativo di tagliare le spese e aumentare le tasse si tradurrà in una economia che peggiorerà ancora di più, con vari gradi di recessione, con ricavi in calo e costi crescenti.
, L'Europa ha tre principali problemi.
* Un numero crescente dei suoi paesi sono insolventi o sono vicini ad esserlo. E' sempre più probabile che l'unico modo che hanno davanti è quello di fare un default di qualche tipo, questo per portare il peso del debito ad un livello in cui può essere affrontato e che possa consentire ai paesi di avere una possibilità di crescita, che è l'unica vera risposta ai problemi che stanno affrontando.
* A causa delle crescenti paure di default multipli (già solo quello della Grecia sarebbe abbastanza brutto!) la maggior parte delle banche in Europa sono viste come insolventi e hanno bisogno di centinaia di miliardi di euro di nuovo capitale. Il mercato interbancario in Europa è in un caos, e le banche parcheggiano la propria liquidità presso la BCE, ad un basso tasso di interesse, in quanto quella è l'unica istituzione di cui si fidano. Esse chiaramente non si fidano l'una dell'altra. Per inciso, ho sentito da molte fonti mentre ero ad Hong Kong e Singapore, incontrando diversi lettori ed amici, che le banche europee (soprattutto quelle francesi) stanno riducendo i prestiti commerciali, il che sta rendendo ancora più difficile il normale commercio. Non siamo passati attraverso tutto questo già nel 2008? * Il vero problema in Europa sono i forti squilibri commerciali tra i paesi periferici e i cosiddetti paesi centrali. Senza la possibilità di riequilibrare le proprie valute, questi squilibri commerciali renderanno discutibile qualsiasi possibile soluzione del debito, in quanto un paese non può effettuare il pareggio il bilancio mentre cerca di riequilibrare il deficit commerciale e i suoi cittadini e le imprese devono anche ridurre la leva finanziaria. Ho scritto su questo problema aritmetico in numerose occasioni. Ci deve essere un equilibrio o ci deve essere un meccanismo per raggiungere l'equilibrio.
, Non si può risolvere un problema senza risolverli tutti e tre. O tutti vengono risolti o nessuno di fatto lo sarà. Si può cercare di procrastinare nel cercare di risolvere i problemi 1 e 2, ma il problema numero 3 vi riporterà velocemente al punto di partenza.
L'Europa sta cercando di affrontare i problemi 1 e 2. Stanno parlando di un "nuovo trattato" che richiederà una vera e propria austerità, anche se capisco che la Germania ha inserito una clausola che da loro un certo periodo di tempo in più per raggiungere un equilibrio di bilancio. E la BCE sta erogando euro attraverso la porta di servizio alle banche, in cambio di un qualsiasi cosa si possa definire collaterale. Certamente non direttamente, dato che questo è proibito, ma sta facendo la stessa cosa, nonostante le obiezioni di alcuni ambienti, per lo più tedeschi.
Fissando la profondità dell'Abisso Era non più tardi, del settembre del 1998. Mentre stavo volando da New York (Francoforte: A0DKRK - notizie) alle Bermuda per andare a parlare ad una conferenza degli hedge fund, e mi sono ricordato ad un certo punto, di quando guardando indietro non volavo molto, così mi sentivo piuttosto felice. Quando la porta si è chiusa, un persona dall'aspetto molto signorile è arrivata ed è venuta a sedersi accanto a me, immediatamente ho raccolto un file e ho guardato quello che mi ero portato dietro. Avevo un libro e il Wall Street Journal, quindi ero molto contento di poter leggere.
Non appena siamo partiti, la persona ha chiesto uno scotch. E così ha proceduto, anche nell'ora successiva, in una guerra molto aggressiva nel diminuire la disponibilità delle bottiglie di scotch conservate a bordo. (No, non è stato Art Cashin. Egli non vola.) E' stata una battaglia molto difficile, ma egli era pienamente impegnato nel vincerla.
, Diede un'occhiata al mio giornale e notò qualche titolo che parlava della crisi che era successa la settimana precedente. Avevo seguito l'estrema volatilità del mercato con interesse, ma in questo caso eravamo nel primo decennio di Internet, quindi la maggior parte di ciò che avveniva voi dovevate ancora leggerlo sulla stampa o ascoltarlo al telefono.
"Non so davvero quanto siamo arrivati ad essere vicini", egli stava rabbrividendo, e i suoi occhi mostravano i primi segni di emozione - e paura – che avevo visto in lui. Tutto questo suscitò il mio interesse, e ho iniziato a coinvolgerlo, pur senza toccare il suo prezioso tesoro, lo scotch. Ho optato per dello chardonnay. Alla fine ho scoperto che era un dirigente del secondo livello di una delle tre maggiori banche del paese. Era stato al tavolo nella sala del consiglio della Fed di NY, quando 14 banche sono state costrette a mettere $3,625 miliardi dollari per far si che il Long Term Capital non collassasse, con solo Bear Stearns (NYSEArca: BSC - notizie) che rinunciava (questa è una delle ragioni per le quali non aveva amici dieci anni dopo). Il presidente della Fed di NY aveva essenzialmente chiamato tutti i direttori delle banche, chiedendogli di essere presenti, e non inviando nessun collaboratore, e di portare i loro libretti degli assegni. Ci sono state poi un sacco di critiche verso la Fed, ma hanno fatto quello che una banca centrale dovrebbe fare in tempi come quelli: hanno messo i bambini dentro nel box e gli hanno fatto fare un bel gioco. Era l'unica entità che poteva costringere i vari mostri - giocatori a sedersi nella stessa stanza con tutti gli altri.
"Nessuno lo potrà mai sapere davvero", ha detto ancora. Ma, naturalmente, ognuno l'ho ha fatto, come Roger Lowenstein ha scritto in un thriller di vita reale, dalla lettura obbligata, When Genius Failed.
, "Abbiamo camminato fino al bordo dell'abisso, e abbiamo anche guardato oltre." Egli ha continuato ad intrattenermi con le storie dei negoziati, sulla dimensione di quello che sarebbe accaduto ad ognuno di loro se ne avessero permesso il crollo. Tutti avevano una esposizione verso il LTCM, ma nessuno ne aveva capito la dimensione fino a quando non fu troppo tardi. Guardando indietro, il tutto sembra che abbia un qualcosa di simile alla crisi del credito del 2008 se non avessero agito, solo che il tutto sarebbe successo molto più velocemente.
Vi posso dire che nessuno in quella stanza avrebbe voluto firmare un assegno da $300 milioni. Non era cos


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