Analisi settimanale al 20 novembre 2009
Pivot Supporti: 21.800 - 21.000
Pivot Resistenze: 23.400 - 24.500
La settimana appena trascorsa evidenzia, qualora ve ne fosse necessità, che la fase di crisi è ancora in atto e che i mercati prospettano una crescita ancora ridotta, resta inoltre l'evidenza che la sola crescita del PIL non è bastevole per incidere sull'economia reale. In sostanza la situazione corrente indica una mancanza della ripresa dei consumi, restano quindi sul tappeto le molteplici problematiche accennate più volte nei reports di questo ultimo anno. Le conseguenze in termini numerici circa il future sull'FtseMib si traducono in un nuovo abbandono del livello 23.300 che continua a risultare ostico, mentre rispunta come obiettivo della nuova debolezza l'area 21.800. Si è assistito inoltre al cross ribassista tra media a 65 giorni contro 21, come preannunciato, ed è quindi fondamentale che la grandezza di medio termine non ripieghi su se stessa.
A questo punto è prematuro valutare che le politiche espansive, necessarie per creare stimoli adeguati alla ripresa, possano a breve mutare e che tantomeno nell'ipotesi si giunga a variazioni delle regole che reggono gli scambi, queste possano avere effetti pratici nel prossimo anno. Qualsiasi riforma delle regole finanziarie andrà in vigore dal 2011, ammesso che si trovi un rapido compromesso.
Ed in merito si riaccende la discussione relativa al credito concesso alle imprese, in questa fase erogato in maniera molto ridotta ad opera delle banche ed il conseguentemente ruolo degli istituti di credito, i cui ratios restano sotto stretta osservazione. La liquidità permane abbondante, ma è il risultato delle politiche di stimolo a costo zero; si ipotizza che questa liquidità possa essere dirottata verso le aree emergenti, laddove la crescita è più sostenuta, al fine di cogliere nuove opportunità più interessanti.
Se poi la liquidità spinge verso l'alto i prezzi delle commodity, ne consegue un dato evidente che è possibile constatare, vale a dire che all'incirca il 30% degli utili aziendali continua ad essere generato dal settore finanziario, in pratica circola l'ipotesi che si stanno ricreando le basi che hanno determinato la crisi in atto. Ciò influisce in maniera negativa sull'azione dei prezzi che restano condizionati da una forma di pessimismo latente.
Si innesta in questo quadro la valutazione grafica del mercato che pone in evidenza una serie di indicazioni proveniente dagli strumenti tecnici. In particolare con l'ultima sessione dell'ottava il Sar gira in vendita ed ora indica un punto di reverse point ai 23.800 punti; il Macd sta per fornire la stessa indicazione ribassista negando il proprio rialzo oltre la linea dello zero; il Momentum ritraccia è sta andando a forare la linea dei 100 punti; con la seduta del 16 lo Stocastico di breve segnala un sell, stessa cosa nella sessione successiva dal Cci; l'Rsi rompe i 50 punti al ribasso.
Ecco infine il nostro outlook settimanale che indica sul breve termine un cambiamento da neutral alla condizione oversold; sul medio termine restiamo bearish, non avevamo mutato prudenzialmente il giudizio e la scelta è risultata corretta; restiamo bullish sul lungo termine. Il rapporto che monitoriamo tra media primaria contro derivato crolla dal +18,30% a +13,00% di questa settimana. Volatilità che resta alta ed oscillatori trend forecasting ancora in condizione bearish; i volumi restano neutral sul breve.
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