G20: un bilancio del summit messicano

"Sostenere la crescita globale e ristabilire la fiducia". E ancora: salvaguardare la Zona euro, favorendo anche il sistema bancario. Sono alcune delle decisioni prese in occasione del summit messicano del G20, che si apre con un incontro mancato e un piano di misure anti-austerity. A sorpresa, infatti, è stato annullato l'incontro ristretto tra il presidente Usa Obama e i leader europei Merkel, Monti, Hollande, assieme ai presidenti della Commissione Ue Barroso e del Consiglio europeo Van Rompuy. Il vertice, previsto subito dopo la cena di ieri tra i 20 grandi del mondo, sarebbe stato necessario per dimostrare ai mercati una spinta propulsiva contro la crisi economica, oltre ad affermare la leadership del presidente Obama. Una leadership che per alcune fonti sarebbe proprio la causa dell'annullamento dell'incontro, in quanto Germania, Francia, Italia e Spagna sarebbero ormai infastidite dall'ingerenza statunitense. In realtà, fonti tedesche dichiarano che l'incontro non ci sarebbe più stato per decisione del cancelliere tedesco Merkel, che avrebbe ritenuto sufficiente il breve incontro avuto con il presidente Obama prima della cena.

Tra le altre decisioni a sorpresa prese durante questo incontro a Los Cabos, c'è la volontà di agire direttamente sulla crisi dell'Eurozona, attraverso un piano anticrisi. " Vogliamo promuovere la crescita e la creazione di più posti di lavoro" si legge nella dichiarazione finale firmata dai Grandi. Un piano che la Germania non vede di buon occhio,perchè rappresenta la volontà degli Usa di far valere la propria leadership su una situazione economica contagiosa che spaventa anche i paesi del Brics. Creare nuovi posti di lavoro dunque, attraverso anche la spesa pubblica, prevista attraverso un Los Cabos Growth and Jobs Action Plan.

A notte fonda è arrivata anche la decisione di istituire un fondo anti crisi: dopo le resistenze di Brasile e Cina, i Paesi del Bric hanno votato la volontà di aumentare di 456 miliardi di dollari il fondo dell'FMI,da utilizzare come barriera protettiva per la crisi europea. Ulteriore impegno preso dal G20 per l'FMI, sarà quello di riformare i diritti di voto del Fondo monetario entro ottobre, in modo da dare più potere alle economie emergenti.

Il debito greco è stato un altro tema fondamentale affrontato in occasione del summit. Dopo l'esito elettorale in Grecia, che ha deciso con il suo voto di non voler uscire dall'euro, Germania e Usa avrebbero abbondantemente discusso sulla proposta - portata avanti da Obama - di concedere una maggiore flessibilità per riscadenzare il debito greco, ma il niet della Merkel non si è fatto aspettare.

Numerose le decisioni, ma pochi piani e misure concrete. E anche se le Borse rispondono positivamente al summit, la tensione sulla situazione dei Btp continua a preoccupare.

La quota di prodotto interno lordo mondiale rappresentato dai Paesi del G20

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