Allarme crisi, G7 in conference call. E' stato organizzato d'urgenza l'incontro che oggi ha visto riuniti i leader dei 7 Paesi più industrializzati al mondo, allarmati in seguito ai dati negativi dell’attività del settore privato e per trovare soluzioni efficaci per contrastare la crisi del debito europeo.
Nessuna novità eclatante da questo incontro, tranne la decisione - presa in seguito alla preoccupazione del Giappone - di lavorare assieme sui problemi della Spagna e della Grecia e di riconfermare l'accordo, preso a settembre, che prevede la cooperazione del Gruppo in materia di tassi di cambio. Nessuna decisione presa su una possibile uscita della Grecia dall'euro, nonostante le ipotesi dell'agenzia Standard &Poor's di una probabile uscita - quotata al 33% - di Atene dall'Eurozona se le prossime elezioni del 17 giugno dovessero avere esito sfavorevole. Ipotesi che si ripercuote negativamente sulla Borsa di Atene, con una chiusura in rosso a -6%. Il focus del G7 resta fermo sulla Spagna, in seguito all'allarme lanciato giorni fa dal ministro del Tesoro iberico, Cristobal Montoro, che avrebbe affermato una chiusura delle porte dei mercati spagnoli ai costi di finanziamento attuali, prevedendo inoltre l'impossibilità "tecnica" di un salvataggio di Madrid dalla crisi economica. Indiscrezioni - non confermate - parlano anche della volontà del premier spagnolo Rajoy di ricapitalizzare le banche del paese.
Opinioni contrastanti invece per quanto riguarda gli eurobond: se la posizione della Germania rimane ferma su un'unione fiscale prima di ogni eventuale lancio dei bond comuni, gli altri Paesi del G7, in particolare quelli extra-europei, restano preoccupati dell'andamento economico di quelli europei e temono che ulteriori politiche di austerity vadano a pesare sulla ripresa economica mondiale. Anche per la Germania, in realtà, la situazione non è rosea: i dati di maggio indicano una contrazione dell’economia ad un ritmo sempre più veloce, con un ribasso mai raggiunto negli ultimi tre anni.
La risposta delle Piazze europee a questo incontro - Atene a parte - resta soddisfacente: rimbalzo sui mercati riuscito, con Milano e Parigi che guadagnano l'1,3%, mentre Francoforte, dopo una mattinata in rosso, cresce dello 0,2%. Positiva anche Wall Street che, dopo una debole apertura, chiude in rialzo, con il Dow Jones che guadagna lo 0,2%, lo S&P 500 lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,4.

