Evitare il default della Grecia servirebbe soltanto a rinviare un’enorme catastrofe finanziaria. Per invertire la rotta e tentare un ritorno alla normalità, bisogna invece limitare l’accesso al credito. E’ stato proprio quest’ultimo a indurre governi, società e individui a indebitarsi senza limite e a farsi risucchiare in un’autentica spirale. Tesi che Michael Lewis, giornalista e scrittore statunitense, ripete da tempo e che nelle ultime settimane sono diventate il punto di partenza per molti ragionamenti e analisi tra gli osservatori di tutto il pianeta. Lo scorso autunno negli Stati Uniti è uscito “Boomerang”, volume che raccoglie una serie di articoli pubblicati da Lewis su Vanity Fair. L’operazione è stata frutto di un’idea di Graydon Carter, editore della rivista. Il tutto nasce da una serie di viaggi che Lewis ha effettuato in giro per il mondo, alla scoperta dei Paesi toccati in maniera più violenta dalla recessione globale.
Il fallimento greco sarebbe devastante, ma questo non significa che la Germania e le altre realtà europee debbano salvare gli ellenici a qualsiasi condizione. Gli sforzi per evitare il default stanno soltanto procrastinando l’inevitabile, in quante i problemi affondano le radici in gangli strutturali del sistema. Il salvataggio di cui tanto si è discusso in questi mesi rischia dunque di rivelarsi soltanto un palliativo. Per Lewis la Grecia è destinata ad abbandonare l’euro con pesanti conseguenze a danno dei creditori. Bisogna quindi mettere a punto un piano per limitare i danni.
La Grecia evidenzia problemi endemici, in particolare l’evasione fiscale e la corruzione. E’ quindi necessario trovare misure per arginare queste tendenze, anche sotto un profilo culturale. Un altro punto dolente che ha minato alla base l’economia ellenica è il sistema del credito, che in poco tempo è precipitato completamente nel caos. Numerosi ospedali non possono addirittura disporre di medicinali indispensabili, poiché buona parte delle case farmaceutiche non è più disposta a darli in prestito. “Il crollo dell’economia del Paese ha costretto molti greci a rivolgersi al mercato nero e questo ha determinato una devastazione finanziaria di svariati milioni con l’abbandono di ogni speranza di poter ricevere flussi di redditi in un futuro prossimo”.
Lewis ritiene che la Germania debba pretendere forti e chiare garanzie dalla Grecia. Bisogna abbandonare l’erogazione dei prestiti senza adeguati impegni. Per il giornalista americano ci vogliono maggiori controlli, per evitare che ci si trovi nuovamente dinanzi governi che truccano i bilanci o mentono sullo stato di salute delle economie locali. Un altro errore del genere stavolta sarebbe davvero fatale. Lo tsunami dell’eurozona è dietro l’angolo.


