Dieci lavori verdi nell’Italia della green economy

Sempre più l’economia italiana chiede figure professionali legati all’ecologia e alla sostenibilità: eccone 10 da Guida ai green jobs 2012

Mai pensato al futuro lavorativo in chiave green? Al tempo della grande crisi è il caso di farlo se, come rivelano i dati del rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola e Unioncamere, quasi il 40% di tutte le professioni censite nelle Nup (nomenclatura e classificazione delle unità professionali) dell’Istat sono connesse all’economia sostenibile.

Sostenibilità, tutela ambientale e sensibilità bio nel campo dell’alimentazione non sono solo temi da dibattito ma occasioni concrete di lavoro. Leggere per credere la >"Guida ai green jobs - Come l’ambiente sta cambiando il mondo del lavoro", il libro edito da Edizioni Ambiente (515 pagine, 16 euro) a cura dei giornalisti e divulgatori Tessa Gelisio e Marco Gisotti che propone un ampio spettro di analisi sul tema della green economy, con interviste ai protagonisti di questa grandiosa trasformazione.
Ma anche un’analisi dei settori in cui la domanda di una nuova sensibilità ambientale si traduce in offerta di lavoro.

Dalla lista dei 125 lavori verdi più richiesti, contenuta nell’opera, Yahoo! Finanza ne ha scelti dieci particolarmente interessanti: alcuni sono "cool", altri fondamentali nel nostro Paese, altri ancora vedono in rapida accelerazione il target di riferimento. Meglio allora dare un occhio, per capire se il vostro profilo professionale e accademico è compatibile nel mondo del green job.

Disaster manager
Ci duole dirlo, ma nel Paese dei terremoti e delle alluvioni, una figura come quella del disaster manager, o emergency manager, rischia di attecchire con successo e di essere sempre più richiesta. Il disaster manager, predispone e verifica i piani di emergenza, fornisce consulenza e orientamento a coloro che sono coinvolti nella gestione delle catastrofi. Una figura che opera a 360°, che individua gli scenari di rischio, attraverso la raccolta di dati sensibili, e pone una forte attenzione affinché leggi e procedure amministrative siano rispettati in caso di emergenza o di allarme. Ma non tutto è teoria: deve anche valutare gli strumenti sul campo per le situazioni di crisi, comprendendone la funzionalità. Le lauree scientifiche, in questo ambito, sono gradite, ma anche il continuo aggiornamento è essenziale, oltre a una sensibilità peculiare per coordinare gruppi di persone e di lavoro in situazioni di potenziale o reale difficoltà. Il disaster manager può lavorare come dipendente o consulente nel Dipartimento di Protezione Civile, e in contesti in cui si chiede la presenza sul campo di uno specialista in gestione delle emergenze.

Ecobrand manager
Ai grandi marchi dell’industria la sostenibilità e il green piacciono: ecco allora che il brand manager diventa eco, ovvero si fa responsabile della progettazione e della promozione di prodotti e linee sostenibili. di prodotti sostenibili. Un manager insomma che, come molti suoi colleghi, deve pianificare obiettivi, effettuare le giuste analisi di mercato, concepire soluzioni innovative nel lungo e medio periodo. Ma l’ecobrand manager, quando concepisce un business plan, deve pensare anche ai principi di sostenibilità, affinché nel processo di produzione, packaging, distribuzione e vendita, ci sia efficienza energetica e basso impatto ambientale. Anche in questo caso, le competenze si formano a monte, con lauree in economia e marketing e si approfondiscono a valle, con master in marketing ambientale e/o comunicazione ambientale, dell’industria verde e degli orientamenti di sostenibilità dei consumatori.

Ecowedding planner
L’amore muove il mondo ma anche l’economia green. Chiedere per credere all’ecowedding planner, ovvero colui che organizza matrimoni dove lo scintillio della festa si coniuga con sostenibilità e valorizzazione dei luoghi e dei prodotti locali. Una soluzione per concepire un matrimonio originale ma anche, se ci pensate bene, per risparmiare sui costi e gli sprechi, con buona pace della suocera tradizionalista. Infatti, ogni dettaglio, dalle fedi, ai tessuti degli abiti, ai consumi e alla riduzione dell’impatto ambientale della festa rientra nelle sue competenze. Occhio quindi all’evoluzione di questa branca del settore: nel 2012 si è svolto a Milano il primo congresso nazionale dei wedding planner italiani: una prova del fatto che gli italiani continuano a sposarsi, ma spesso anche gli stranieri amano pianificare il matrimonio nel Paese più bello del mondo. Una chance in più per il wedding planner green.

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