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    I declassamenti di Moody’s intaccano la propensione al rischio

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    Allora, lasciamo che siano le agenzie di rating a soffocare il fragile ottimismo. La decisione di Moody’s di rivedere il rating di nove paesi europei ha innescato vendite sugli asset a rischio in avvio della seduta di contrattazioni, spingendo invece l’acquisto di USD. Il rating della Spagna è stato tagliato di due gradini, ad A3, uno scalino sotto il giudizio di S&P e Fitch. Ma la notizia più clamorosa è l’avvertimento di Moody’s sul rischio che correrebbe la tripla A del Regno Unito. Il dato sull’inflazione del Regno Unito in uscita oggi sarà di grande interesse per la sterlina e molti osservatori prevedono un raffreddamento dei prezzi. L’EUR/USD è sceso rapidamente a 1,3128 e il cambio GBP/USD è stato scambiato a 1,5686. L’AUD/USD ha infranto il supporto a 1,0680 ma poi la domanda si è esaurita a 1,0664. L’annuncio non dovrebbe essere stato inaspettato per molti operatori e, secondo noi, le operazioni a basso rischio dovrebbero diminuire nel corso della giornata. Ci sono molti operatori che continuano a contrattare in preda a un nervosismo esagerato causato dalla percezione che a un certo punto i mercati capiranno che l’Europa continuerà a essere instabile, innescando un’ondata massiccia di avversione al rischio. Ma ormai viviamo la crisi europea da più di due anni e dubitiamo che impenda una brusca “presa di coscienza” di questa realtà. Secondo noi la situazione attuale (allentamento da parte delle banche centrali, stabilizzazione della crescita, operazioni LTRO che stanno consolidando le banche e riducendo l’effetto domino) dovrebbe renderla un evento poco probabile. Le notizie dalla Grecia continuano a dominare l’andamento del forex. La notizia dell’approvazione ufficiale del pacchetto di misure di austerità da parte del parlamento greco aveva dato avvio a un piccolo rally della propensione al rischio. Ma lo slancio d’inizio seduta è gradualmente venuto meno. Sospettiamo che il mercato non abbia mai del tutto creduto che la Grecia potesse rifiutare l’offerta, nonostante le vendite di venerdì. Rimangono tuttavia degli ostacoli considerevoli in Grecia cui i media non stanno dando grosso rilievo. Innanzitutto il voto non è stato così agevole come avevamo previsto. Venerdì cinque ministri del governo si sono dimessi, mentre i media hanno trasmesso in tutto il mondo le immagini violente delle proteste in Grecia. Inoltre, il pacchetto di austerità deve essere approvato dall’UE alla riunione dei ministri delle finanze dell’Eurozona di mercoledì. Stando agli ultimi lanci d’agenzia, prevale l’ottimismo e si dà per scontato il disco verde all’accordo. Oggi Rehn ha detto ai cronisti a Bruxelles di essere “fiducioso che le altre condizioni, tra cui la richiesta di identificare delle misure concrete per un valore di 325 mln di euro, saranno finalizzate entro la prossima riunione” dei ministri delle finanze. La Grecia ora ha anche il sigillo parlamentare per presentare l’ultima offerta sullo swap del debito ai detentori privati di debito. I negoziati sul coinvolgimento del settore privato continuano e l’agenzia di rating S&P ha avvertito esplicitamente che qualsiasi ricorso alle clausole di azione collettiva sul debito sovrano costituirebbero o un “default selettivo” o un “default vero e proprio.” , Il primo ministro greco Papademos ha detto che “un default disordinato farebbe precipitare il paese in un’avventura disastrosa. Creerebbe le condizioni per un caos economico incontrollabile e un’implosione sociale”. Se tutto va per il verso giusto, questa catena di eventi permetterà invece alla Grecia di definire la svalutazione del debito e ricevere la seconda tranche di pagamenti dalla troika e dunque avere il denaro sufficiente (130 mld € in aiuti) per rimborsare i bond in scadenza il 20 marzo. Visti i pochi appuntamenti economici in agenda questa settimana, le notizie dall’Europa domineranno l’andamento del forex. A meno di un improvviso sbandamento della situazione in Grecia dal corso attuale, la propensione al rischio dovrebbe rimanere sostenuta. La combinazione cruciale del calo della probabilità di un effetto domino dalla Grecia, la stabilizzazione della crescita globale e la politica ultra-accomodante delle banche centrali dovrebbe mantenere elevata la domanda di valute rischiose, soprattutto quelle con un tasso d’interesse interessante. Dubitiamo che l’EUR/USD salga ancora molto, visti gli elevati rischi di esecuzione e le buone notizie dagli USA, che compenseranno gran parte della positività dall’Europa (per gli operatori EUR/USD: tenete i farmaci anti-nausea a portata di mano). Ieri, in Giappone, il PIL si è contratto dello 0,8% t/t e del 2,3% su base annua stagionalizzata, più di quanto previsto dal mercato. Poiché la Fed ha detto che non prevede di aggiustare i tassi fino a fine 2014, i regolatori giapponesi hanno fatto pressioni affinché anche la BoJ rendesse pubbliche la sua linea. Secondo noi ciò equivale a un intervento diretto per frenare l’apprezzamento dello yen e combattere la deflazione. Il funzionario giapponese Furukawa (Dusseldorf: FUR.DU - notizie) ha reagito con un timido intervento verbale in concomitanza con la pubblicazione del dato sul PIL, dicendo che si attende che la BoJ agisca in modo adeguato e determinato. E oggi la BoJ ha tirato fuori gli artigli. Alla riunione di politica monetaria, la banca centrale nipponica ha sorpreso il mercato annunciando l’espansione del programma di acquisto asset per 10mila miliardi di yen. La banca ha anche rafforzato il suo impegno per spingere al rialzo l’inflazione modificando il vocabolario utilizzato dalla vaga necessità di “comprendere” la stabilità dei prezzi all’esplicitare l’“obiettivo” della stabilità dei prezzi. La coppia USD/JPY è salita sopra 78,00 e la prossima resistenza si trova a 78,06 (media mobile a 200 giorni).

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      • Tomax  •  3 mesi fa
        Si chiama speculazione, anche ieri vendevano, e pensate che i grandi investitori non ne erano già al corrente??
        Truccano le partite di calcio, ma magari qualcuno crede che il mercato finanziario sia un posto pulito, è tutto sempre calcolato!
        Infatti perchè non declassano il giappone, che ha fatto un nuovo record il debito pubblico?? Ovviamente perchè i finanziatori delle agenzie ci sono pienamente dentro in giappone:)
        Cmq, il mercato è questo, a chi non piace, meglio che non lo prenda in considerazione.