Il commento sui mercati del credito

trendonline
- lunedì, 23 novembre 2009 - 13:51 CET

Avvicinandosi alla fine di un anno turbolento per i mercati del credito, Mark Wauton, Responsabile dell'obbligazionario di Aviva Investors, ha così commentato i corporate bonds, i gilt inflation-linked e il debito dei mercati emergenti:

Corporate Bond – l'obbligazionario offre ancora valore intrinseco
"Negli ultimi sei mesi, i titoli obbligazionari di bassa qualità hanno continuato ad andare molto bene. Le obbligazioni investment grade in sterlina ed euro hanno avuto un ottimo inizio d'anno, con un ritorno, rispettivamente, del 24% e del 15,2% nella prima parte dell'anno ma i loro ritorni ad ottobre possono essere descritti come più tipici per l'asset class in questione, con gli indici iBoxx sterling e euro Corporate investment grade ritornare rispettivamente allo 0,8% e 0,9%.
Guardando avanti, il verificarsi di una recessione “double-dip” avrebbe sicuramente effetti negativi per il comparto obbligazionario. Tuttavia, sembra più probabile che si verifichi una ripresa lunga e prolungata che avrà effetti positivi per i corporate bond e dovrebbe vedere una riduzione dello spread anche se a un ritmo più lento rispetto a quello degli ultimi sei mesi.
L'obbligazionario offre ancora un valore intrinseco – lo spread delle obbligazioni investment grade sull'indice America Merrill Lynch All Stock Corporate è ora allo stesso livello che l'indice BBB-rated (riferito ai titoli non investment grade) ha raggiunto nel suo picco durante la crisi dei mercati del credito del 2001".

Gilt Inflation-Linked – l'aumento del tasso di interesse è improbabile, ma il timore dell'inflazione rimane
"Una forte domanda da parte degli investitori particolarmente impauriti dal ritorno dell'inflazione ha fatto sì che i gilt index-linked performassero molto bene ad ottobre, molto meglio rispetto ai gilt comuni. L'imminente inversione del taglio nel tasso dell'IVA, la possibilità che possa addirittura essere aumentata al massimo storico e in più il sospetto che le banche centrali abbiano sbagliato le loro politiche – può star ad indicare che l'inflazione sia l'unica possibile conseguenza.
Tuttavia, non ci aspettiamo che il tasso di interesse cresca nel 2010, e potremmo invece assistere ad una correzione del prezzo dell'asset rischioso se il rally in corso si dimostrasse non sostenibile".

Il debito dei Paesi emergenti – un caso interessante
"Il debito dei Paesi emergenti ha subito una battuta d'arresto dopo la forte crescita dell'ultimo periodo. Al momento, il debito che ha performato meglio è primariamente originato nei Paesi con un'esposizione al mercato delle commodity come India e Cina in un contesto dove oro e petrolio hanno raggiunto nuovi picchi rispettivamente al di sopra dei 1.000 dollari l'oncia e 80 dollari al barile.
Le obbligazioni argentine sono quelle che hanno performato meglio e i mercati russi sono stati tenuti a galla dal rifiuto delle loro banche di essere sostenute da fondi governativi. Il Venezuela è stato il Paese che ha performato meglio, con un'emissione obbligazionaria da 8 miliardi di dollari, la più grande dell'anno.
Nonostante il debito dei mercati emergenti si sia spostato su un livello che può essere considerato costoso rispetto la media storica, la politica del tasso di interesse zero negli Stati Uniti significa che, rispetto ad asset class concorrenti come le obbligazioni del tesoro USA e i fondi del mercato monetario, che offrono redditi molto bassi e un potenziale di rialzo minimo, il debito dei paesi emergenti rappresenta un'opportunità di investimento molto interessante".