(ASCA) - Roma, 18 mag - Tirati dalla domanda, i prestiti alle imprese in Italia sono tornati ad aumentare: +5,6% annuo in marzo. Lo rileva Confindustria nella congiuntura flash precisando che e' anche aumentata la selettivita', con una nuova stretta sui criteri di erogazione. Soprattutto con l'aumento dei margini di interesse (indagine Banca (Valencia: 51.VA - notizie) d'Italia), che si riflette in spread in salita sui grandi prestiti (+1,4 punti sull'Euribor a marzo) e sui piccoli (+2,2). In aprile i tassi hanno toccato il top dal marzo 2009. Stretta addizionale anche per le famiglie su mutui e credito al consumo. In Italia ed Eurolandia le banche motivano la stretta con difficolta' nell'accesso ai mercati e nella liquidita', come all'apice della crisi sub-prime. D'altronde, i prestiti netti BCE alle banche sono a 350 miliardi (da 678 al top nel dicembre 2008), cui vanno aggiunti acquisti di titoli per 137 miliardi. Inoltre, c'e' stata una redistribuzione verso i PIGS (piu' di un quarto va alla Grecia). Sui tassi restano forti i divari tra paesi: gli spread sui bond pubblici si trasmettono al costo del denaro per famiglie e imprese. Sul credito al consumo: 9,7% in Grecia e 7,5% in Portogallo, contro il 3,5% in Germania a marzo.


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