In Europa torna il mal di spread

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I primi risultati del trimestre evidenziano in Europa la fase recessiva. Siamo inoltre alla vigilia di importanti passaggi elettorali, primo fra tutti le elezioni presidenziali francesi. I mercati sembrano così tornati a scambiare con la stessa enfasi dello scorso autunno. Infatti, pare durata solo poche settimane la capacità di staccare la spina dell’emotività, logorata prima dalle agenzie di rating, fortunatamente poi diventate meno influenti, se non altro per la tempistica sospetta suscitata.

Nelle ultime due settimane la riscoperta di problematiche legate alla fase recessiva di alcuni paesi dell’area euro, peraltro mai nascosta in precedenza, con particolare pressione per la Spagna e il suo sistema finanziario molto esposto ai prestiti nel settore immobiliare (che fu il fondamento della crescita negli ultimi anni), ha ridato il via a rumors e notizie che tendono a creare nuovamente una situazione di nervosismo sui mercati.

Alcuni esempi negli ultimi giorni hanno riguardato: 1) possibili downgrade del settore finanziario o necessità di ricapitalizzare ancora, in particolare le banche spagnole; 2) risultati positivi e migliori delle attese in alcune aste chiave, quale quella sui Bonos coperta molto bene, ma subito analizzata negativamente da alcune banche d’affari internazionali; 3) altri rumor su downgrade della Francia, 4) inopportune ed ingiustificate dichiarazioni quali quella di Christine Lagarde, al vertice Fmi, sulla zona euro.

Il tutto ha avuto chiaramente lo scopo di minare la fiducia e ricreare panico tra gli investitori, in una situazione macroeconomica generale già difficile, in cui si alternano dati contrastanti anche dal fronte americano dove l’altalena di alcune trimestrali e dei dati giornalieri hanno incrementato la volatilità.

, E’ chiaro che ad ogni rumor diventa difficile rispondere, però il timing ed il modus operandi di alcune situazioni necessiterebbero un nuovo deciso intervento dei big europei, magari anche del Governatore che rimettesse in riga gli avvoltoi che vivono sulle spalle della crisi europea; un intervento che andasse nella direzione della creazione di un sistema bancario sovranazionale con compiti di vigilanza e controllo, attraverso fondi centralizzati di tutela e salvaguardia, spegnerebbe immediatamente molta speculazione contro l’euro.

In questo contesto sono rallentate anche le offerte di titoli sul mercato primario, dopo la corsa al funding del primo trimestre dell’anno, in particolare le nuove emissioni hanno ricevuto un basso interesse di fronte a rendimenti poco interessanti. Da segnalare comunque l’emissione della Croazia dopo settimane di presentazioni: la decisione è caduta sul dollaro come valuta e sulla scadenza 2017, la size è fissata in 1,5 miliardi con un rendimento in area 6,375% e una ottima performance di domanda che ha superato i 7,5 miliardi, evidenziando ancora una volta la "fame" di rendimento degli operatori.

Tra le altre emissioni, fanno la parte del leone le società francesi, in particolare nel settore lusso la Ppr (TLO: PPR.TI - notizie) , con rating BBB ha emesso 500 milioni di euro con cedola 3.125% e scadenza 23/4/2019. Buona l’accoglienza, infatti i lead managers hanno raccolto ordini per 4.5 miliardi di euro e il titolo una volta prezzato ha ben performato, scambiando un punto sopra il prezzo di emissione; Galerie Lafayette, società senza rating, dopo il roadshow dei giorni scorsi si è finanziata con 500 milioni sulla scadenza a 7 anni 26/4/2019 con cedola 4.75. Il titolo, dopo i primi scambi ha subito perso terreno, ritrovando acquirenti a rendimenti più alti; RCI Banque, la finanziaria di Renault Baa2/BBB di rating, ha emesso 650milioni di euro con cedola 4.25% e scadenza 27/4/2017.

, Tra i governativi la Lithuania Baa1/BBB ha riaperto per 400 milioni di euro un suo vecchio deal già sul mercato per 600milioni, cedola fissa al 4.85% e scadenza nel febbraio 2018; l’Unione Europea con rating AAA si è finanziata con 1.8miliardi di euro cedola 3.375% e scadenza 4/4/2038. Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) bank Austria, la banca austriaca del gruppo Unicredito (Milano: UCG.MI - notizie) ha scelto la strada di emettere un covered bond ottenendo così il rating AAA, 500milioni di euro con cedola 2.625% e scadenza 25/4/2019. I lead avevano raccolto ordini e interessi per 1 miliardo di euro Attesa e rumours a breve per la Slovenia A/A+ e forse ancora per l’Unione Europea che dovrebbe nel suo programma emettere ancora 2,7 miliardi per la fine di maggio ed altri 2 in settembre.

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