Tempo di pagelle in Borsa. Dopo aver reso noti i conti del 2011, Indesit perde il 4,41% assestandosi a 4,21 euro. Dato anche benevolo, considerando che aveva toccato una punta minima di 4,1220. Dopo la “scoperta” di una perdita dell’utile netto di quasi 1/3 rispetto all’anno scorso (59 milioni contro i 90 dell’anno precedente) il crollo è stato inevitabile. Proposto un dividendo di 23 centesimi ad azione contro i 30 dell’anno scorso. Crisi dell’Eurozona, senza dubbio, ma anche un inaspettato calo nelle vendite in Russia soprattutto durante l’ultimo periodo dell’anno e che hanno decretato il crollo in maniera definitiva. Ed è proprio dal mercato dell’ex Unione Sovietica che giungono i timori più forti: si, perché la fragilità economica di quella zona non riesce a compensare la prevista flessione del mercato europeo.
Per questi motivi Equita ha rivisto al ribasso (da buy a hold) il rating, le stime per il 2012 del 14% e il target price da 6 a 5 euro: un out look ancora più negativo di quanto inizialmente previsto Meno drastico *il comportamento di *Mediobanca (Xetra: 851715 - notizie) che ha tagliato il target price da 5,78 a un 5 pieno confermando il rating neutral (in pratica un giudizio che sembra meno grave solo perché era tendenzialmente negativo già dal’inizio).
Anche da Mediobanca, però si confermano le stime al ribasso per i mercati dell’Est che secondo le sue proiezioni arrivano addirittura a un -12% e un rendimento sul mercato di -18 milioni di euro. Tutto questo si è tradotto secondo gli esperti in un taglio delle stime di Eps del 15%, quasi preannunciato dagli stessi vertici Indesit che hanno confermato le prospettive di domanda di un mercato a dir poco debole e che non promette margini di ripresa con una minaccia ulteriore proveniente dai prezzi al dettaglio ancora in flessione di mezzo punto percentuale.
, E ancora. Da Mediobanca fanno sapere che il titolo sarà negativamente influenzato sia dalle fragili prospettive di vendita sia da assenza di indicazioni da parte della casa madre sui risparmi derivanti da un eventuale abbassamento dei costi ed un’altrettanto eventuale ristrutturazione.


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