(ASCA)- Roma, 16 gen - Nel 2011 il carrello della spesa delle famiglie e' lievitato fino ad attestarsi al 3,5 per cento, toccando il valore piu' alto dal 2008 e superando di gran lunga il tasso d'inflazione medio annuo (+2,8 per cento). Numeri che per le famiglie italiane si sono tradotti in una vera e propria ''stangata'', ''pesando'' sul portafoglio e, quindi, sui consumi finali. Lo afferma la Cia (Milano: CIA.MI - notizie) , confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi oggi dall'Istat. ''Piu' in dettaglio - sottolinea la Cia- la dinamica dei prezzi al consumo nel 2011 e' stata sostenuta principalmente dalla crescita dei listini dei carburanti che, con un tasso di variazione media annua pari all'11,3 per cento, ha contribuito a determinare quasi un terzo del tasso d'inflazione annuo generale. Ma l'aumento record di benzina e gasolio si e' riflesso anche sui prezzi alimentari, visto che i prodotti agricoli viaggiano dal campo alla tavola per oltre l'80 per cento con l'autotrasporto su gomma''. Secondo la confederazione, ''in media d'anno i prezzi sugli scaffali degli alimentari lavorati sono cresciuti dell'1,9 per cento, mentre quelli degli alimentari non lavorati sono saliti dell'1,6 per cento. Un incremento notevole che ha cambiato non poco le scelte e le abitudini di spesa degli italiani''. Cosi (Berlino: XO2.BE - notizie) ', la Cia constata che ''nel 2011 ben una famiglia su tre e' stata costretta a 'tagliare' gli acquisti alimentari, mentre tre su cinque hanno dovuto modificare il menu' quotidiano e oltre il 30 per cento e' stato obbligato a comprare prodotti di qualita' inferiore. Analoga la percentuale di chi si e' rivolto quasi esclusivamente alle promozioni commerciali, mentre sono cresciuti esponenzialmente gli acquisti presso gli hard-discount (+2 per cento)''. E anche il 2012 ''si e' aperto con prospettive nient'affatto rosee, complici le misure contenute nella manovra. Se non si interviene subito con provvedimenti seri che rilancino la crescita e l'occupazione, la situazione economica degli italiani non potra' che peggiorare. E questo -conclude la Cia- si ripercuotera' ancora una volta sui consumi, in primis quelli a tavola, da tre anni praticamente fermi al palo''.


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