Roma, 13 giu. (Adnkronos) - A maggio rallenta la corsa del carrello della spesa, ma resta comunque troppo caro per le tasche degli italiani. Nonostante il tasso di crescita tendenziale scende al 4,2%, con una decelerazione di cinque decimi di punto percentuale rispetto ad aprile (+4,7%), il paniere dei prodotti piu' acquistati dalle famiglie rimane ancora su valori molto alti, anche rispetto al tasso d'inflazione (+3,2%). Lo sottolinea la Cia (Milano: CIA.MI - notizie) -Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati definitivi sui prezzi al consumo diffusi oggi dall'Istat, non mancando di evidenziare "effetti disastrosi sulla capacita' di spesa e quindi sui consumi, crollati complessivamente del 2 per cento".
Sono i listini energetici ad avere conseguenze negative su tutta la filiera alimentare, cominciando dai campi. Gli agricoltori infatti -spiega la Cia- da un lato vedono praticamente raddoppiati rispetto a un anno fa i costi aziendali legati ai carburanti, dall'altro non riescono a compensare l'aumento degli oneri produttivi perche' i prezzi sui campi restano assolutamente non remunerativi: solo a maggio, il prezzo pagato ai produttori per l'olio d'oliva e' precipitato giu' del 32,5 per cento, ma e' andata male anche per i cereali (-13,2 per cento), la frutta (-7,8 per cento) e gli ortaggi (-4,5 per cento).
E cosi' "le famiglie si sono trovate anche a maggio di fronte a rincari tendenziali per: zucchero (+9,4 per cento), vino (+3,9 per cento), uova (+5 per cento), pesce fresco (+3 per cento), prodotti di panetteria e pasticceria (+3 per cento) e persino pasta (+2,4 per cento). Convenienti solo verdura (-1,8 per cento) e frutta (-3,9 per cento), cioe' gli unici prodotti prettamente agricoli" conclude la Cia.

















